Il Maniscalco Maldestro – Recensione: Il Maniscalco Maldestro

Dio benedica i System Of A Down.

Non tanto per le qualità artistiche intrinseche, discutibili a prescindere, ma soprattutto per essere riusciti a sdoganare ufficialmente, rendendola appetibile alle masse, la musica condita da una buona dose di follia.

A trarne beneficio un sacco di gruppi che non hanno paura di sporcarsi le mani con generi diversi e che, fino a qualche anno fa, difficilmente sarebbe uscito dall’anonimato. Fra questi, emergono adesso i toscani Il Maniscalco Maldestro, autori di un disco d’esordio sicuramente spiazzante.

Ritmi sincopati, voci sussurrate e urlate, parti jazzate alternate a ritmiche rockabilly, fisarmoniche che emergono qua e là, tratteggiando, tra l’altro, le parti migliori del disco.

Un pentolone sonoro da cui ogni cucchiaio ha un sapore diverso. Certo, sarebbe stato preferibile evitare qualche strizzata d’occhio di troppo agli armeni-americani ed una maggiore pesantezza nei suoni, soprattutto delle chitarre, ma sono difetti trascurabili. In fondo si sentono anche parti che sarebbero perfette per i Magazine du Kakao, per i Tre Allegri Ragazzi Morti e per la banda del paese che intona una mazurca in piazza.

Una band coraggiosa sicuramente. Premiamo il coraggio.

Voto recensore
8
Etichetta: VideoRadio

Anno: 2005

Tracklist: 01. Miscuote...Mincanta
02. Carta-Stagna
03. Metamorfosi Plausibile
04. Ego
05. L'eta Del Bisturi
06. Fase 5: Metabolismo
07. Anima Dolosa
08. Geometria Affabile
09. Giro Immobile
10. 8 Di Mattina
11. Distanze
12. Silenzio Di Cartapesta

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