Folkstone – Recensione: Il Confine

Per la realizzazione del loro quarto album i Folkstone hanno lavorato duramente; la produzione de “Il Confine” si è svolta a Goteborg, dove era stato remasterizzato da Dragan Tanaskovic il precedente CD “Damnati ad Metalla”.

Il lavoro effettuato ha sortito frutti più che positivi; i nostri, ormai, sono preparatissimi a far convergere in un CD il sound di chitarre elettriche, batteria, cornamuse e arpa. I Folk Stone non deludono proponendo quattordici tracce registrate nitidamente… si può infatti gustare divinamente il contributo di ogni singolo strumento entrando davvero nell’animo delle composizioni del gruppo medieval rock-metal italiano.

Inoltre è da poco uscito anche un video promozionale della song ‘Nebbie’, uno dei brani più arrembanti in cui la batteria pesta su ritmiche tipicamente metal mentre la band si lancia in melodie tipicamente In Extremo-oriented ma sempre personali; il brano colpisce e si memorizza subito.

Anche l’artwork curato e bran realizzato (basti sfogliare il booklet della versione digipack per rendersene conto) non tradisce e dimostra l’amore del gruppo per i propri fan, per cercare di realizzare per loro un lavoro curatro in ogni ambito.

Possiamo definire “Il confine” come passo ulteriore verso una maturazione che investe anche il lato dei testi; ora la band affronta sempre di più tematiche personali unendole anche a riferimenti storici come la song dedicata alla storia del criminale anticlericale bergamasco (della Val Brembana) Simone Pianetti che si vendicò di torti subito compiendo una vera e propria strage. Il brano che riporta le terribili gesta del bandito è caratterizzato da una ritmica lenta, cadenzata e decadente.

Una citazione a parte la merita la ballad ‘Luna’, brano cantato in dialetto bergamasco… un vero e proprio romantico quadro tratteggiato dalla leggerezza e delicatezza di arpa e cornamusa, protagoniste per quasi tutto il brano; la conclusione, con l’ingresso degli strumenti “moderni”, dona energia ad un brano magico.

Protagonisti del CD sono proprio le cornamuse, più che mai in evidenza, ma anche la linea vocale di Lore, impostata su un tono medio e profondo, che conquista e propone un approccio diverso dal solito e accattivante.

Proseguendo nell’analisi de “Il Confine” citiamo anche la cover dei Nomadi ‘C’è un re’, che nel testo affronta un altro tema storico recente per la nostra patria. La versione dei Folk Stone ovviamente ne ingigantisce l’afflato epico senza stravolgere la natura del pezzo.

Altro momento romantico del CD è la versione acustica di ‘Vortici scuri’, davvero struggente; i momenti strumentali come la track ‘Anomalus’ sono poi davvero magici e ci ricordano l’identità più intima di band come i Folk Stone (o come i giganti del genere, da Corvus Corax a In Extremo), ossia quella di trasformarsi in una macchina del tempo che ricostruisce con perizia e ricerca un periodo storico ben preciso. “Il Confine” non tradisce quindi le attese e farà la gioia di chi ama il mittelalter metal-rock formato tricolore.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Folk Stone Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Il Confine
02. Nebbie
03. Omnia Fert Aetas
04. Non Sarò Mai
05. Luna
06. Anomalus
07. Storia Qualunque
08. Frammenti
09. Lontano dal Niente
10. Ombre di Silenzio
11. Simone Pianetti
12. C’è un re
13. Grige Maree

14 Vortici Scuri (versione acustica)


Sito Web: http://www.folkstone.it

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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  1. Tiziana Cassani

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