Dogpound – Recensione: III

Giunti all’importante traguardo del terzo album, gli svedesi Dogpound affermano di avere lavorato sodo per la loro ultima fatica. Rispetto ai due album precedenti, intitolati “The Hellbum” e “A Night In The Gutter”, ci sarebbe stata una sensibile evoluzione nel modo di comporre, e un appesantimento nei suoni. In particolare, se in precedenza la scelta delle tracklist è stata un po’ raffazzonata, per “III” i Dogpound avrebbero scelto le migliori fra una rosa di venticinque canzoni. Diciamocelo pure: alcune scelte si sarebbero potute fare in modo migliore!

Che cosa manca in particolare? La risposta è l’originalità. I Dogpound, a parte alcune eccezioni di cui si parlerà meglio in seguito, non fanno altro che riprendere una serie di idee già utilizzate e riutilizzate, e di metterci un pizzico d loro, ma proprio poco. Se si parte abbastanza bene con “My Own Sin”, un pezzo abbastanza veloce che invoglia a mettersi a ballare, non si può dire altrettanto del brano seguente, “Glass Jar”, che sembra tirato fuori dagli scarti del Bon Jovi più zuccheroso. Lo stesso si può dire per altri brani, che hanno sì una struttura abbastanza articolata, in cui si mescolano strofe solitamente improntate alla melodia e ritornelli heavy e con molti interventi corali, ma che non sono nulla più, e mancano totalmente di mostrare che i Dogpound hanno un loro stile. “You And Me”, ad esempio, è ben fatta: ha un inizio strumentale, una strofa più lenta in cui dettano solo voce e chitarra, e un ritornello che si velocizza gradualmente con una buona dinamica. Peccato che tutte queste parti si ripetano senza la minima variazione, rendendo piatto un brano che potenzialmente avrebbe potuto dare molto di più. L’unico dieci e lode va dato a “Other Way Around”, prevalentemente espressivo e rabbioso sia nella voce che nelle ritmiche di chitarra, a cui si alternano intermezzi melodici del tutto inattesi. Il giudizio non è totalmente negativo in virtù del fatto che i Dogpound non sono privi di doti tecniche e creative, ma dal prossimo album ci dobbiamo aspettare molto di più.

Voto recensore
6
Etichetta: Lion Music / Frontiers

Anno: 2007

Tracklist:

1- My Own Sin
2- Glass Jar
3- Born A Winner
4- Human Hologram
5- Dead And Gone
6- Not Welcome Here
7- Blind
8- One
9- Other Way Around
10- In A Life
11- Away From Me
12- Undivised
13- You And Me
14- Rain Must Fall


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