Krux – Recensione: II

Attendersi grandi novità quando si parla di doom-metal è a dir poco illusorio. Il genere ha ormai consolidato un formalismo che deve rispondere a determinate regole e che solo raramente riesce a trovare la strada giusta per emozionare fino in fondo. Pagato il tradizionale debito ai vari classici di Candlemass, Trouble, Black Sabbath, etc. resta spesso ben poco di cui parlare. Fortunatamente la classe non è cosa di tutti i giorni e assistere alla rappresentazione che i Krux di Leif Edling mettono in scena adoperando ritmi rallentati e accordature ribassate è una vera goduria. Si sente ovunque puzza di zolfo e la nebbia appare all’improvviso avvolgendo tutto per i 47 minuti della durata dell’opera. La voce di Mats Leven ha qualcosa di demoniaco: sussurra, grida, ulula e si contorce, senza perdere mai di definizione e vigore. Splendido è poi il suono, soprattutto quando interviene il timbro oscuro della tastiera che rimanendo in sottofondo (ma ben udibile) evoca immagini dimenticate di un tempo immutabile e magico. E’ questa la vera forza del genere, quando è eseguito in modo tanto profondo. E gli esempi di grande intensità non mancano davvero: a partire fin dall’opener ‘Serpent’ potete trovare una sequenza di doom song dall’incedere ipnotico che trascinano l’ascoltatore senza alcuno sforzo. Essenzialità è la parola d’ordine, non ci sono espedienti o furberie, solo grandi riff, una grande voce e la preparazione dei professionisti. Un passo avanti a tutti nel genere.

Voto recensore
8
Etichetta: GMR / Frontiers

Anno: 2006

Tracklist: 01. Serpent
02. Devil Sun
03. Sea Of Doom
04. Lex Lucifero
05. Pirates
06. Depressive Strokes Of Indigo
07. Too Close To Evil
08. The Big Empty

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