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Lionville – Recensione: II

L’album di debutto aveva folgorato gli amanti di AOR e WestCoast. Un lavoro emozionante, in cui il mastermind Stefano Lionetti dava prova di un gusto melodico da vero fuoriclasse del genere. La cosa sorprendente, ed emozionante di per se stessa, è che su questo “II” la magia riesce di nuovo, eccome. Produzione, composizione, esecuzione, passione…tutto è dosato alla perfezione in un album sensazionale. Sembra incredibile che queste sonorità prendano forma proprio a casa nostra, quando potrebbero tranquillamente reggere il confronto del gotha del genere. Accanto a Lars Säfsund, sono della partita anche Alessandro Del Vecchio, Mario Percudani, Anna Portalupi e Alessandro Mori, oltre al grande Bruce Gaitsch (Richard Marx, Chicago, Peter Cetera, Madonna). Un parterre d’eccezione, che in questo caso però non è artificioso, ma messo al servizio di composizioni eccelse.

Grazie anche al fondamentale contributo dell’interpretazione di Säfsund, siamo di fronte ad una collezione di brani da pelle d’oca. Volendo isolare alcuni episodi, è semplicemente entusiasmante “The Only Way Is Up”, che mette subito in chiaro come ci troviamo in cielo. Inconfondibile l’apporto di Bill Champlin in “Higher”, irresistibile l’agilità di “Next To Me” e pure la sorprendente e splendente cover dei Boy Meets Girl “Waiting For A Star To Fall”. E poi l’immediatezza di “Another Day”, la dolcezza carezzevole della ballad “No Turning Back” e la chiusura eterea “Open Your Heart”, che potrebbe tranquillamente provenire dal repertorio dei Toto più ispirati. Il punto di riferimento più vicino, anche per la timbrica di Säfsund, sono i Signal di Mark Free, e la forza dei Lionville, come in quel caso, sta proprio nella capacità di giocare sulel melodie in punta di piedi e con classe, senza mai banalità o sfacciataggine, ma con l’immediatezza propria dei fuoriclasse.

Ne esce un lavoro quasi perfetto, un must assoluto e il miglior album dell’anno nel suo genere. Non vergognatevi di lasciarvi emozionare, una volta tanto.

Voto recensore
9
Etichetta: Avenue Of Allies

Anno: 2012

Tracklist:

01. All We Need
02. The Only Way Is Up
03. Another Day
04. Higher
05. No Turning Back
06. All This Time
07. Next to Me
08. Waiting for a Star to Fall
09. Don't Walk Away
10. One in a Million
11. Shining Over Me
12. Open Your Heart


Sito Web: www.lionville.it/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

35 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Patrizio

    9 si da ad un capolavoro, qusto disco non è male, anzi, ben fatto, ben suonato e intelligentemente e pacchiatamente studiato a tavolino. Certo che la band che ho visto al Firefest (forse è un eufemismo, visto che sembra la band di tutti visto che suonano con tutti, mi ricordano i Raf 20 anni fa, quindi a breve del vecchio con Gigi D’Alessio?:-)) è veramente gelida, capisco che era la prima volta che suonavano assieme, e lo si è notato a kilometri, però pathos ed emozioni sono state pari allo 0. Tornando al disco, Lionetti dovrebbe limitarsi a fare l’autore, e avere veramente qualche pezzo sopra tutto, un vero brano memorabile che in entrambe i dischi non c’è. Onestamente dopo 2 o 3 ascolti, lascia poco. Bello tutto ma il sapore alla fine è amaro. Quindi un 7 è abbastanza. Disco perfetto a casa mia è qualcosa d’altro…E chi se ne frega se sono italiani, non per questo devono ottenere un voto od un valore più alto.

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  2. Pedro

    Patrizio, credo tu sia l’unico a cui non è piaciuta l’esibizione dei Lionville al Firefest… basta girare infatti su Facebook e nei forum italiani ed esteri per rendersi conto del successo riscosso.

    Questa cosa non ti fa pensare? Sei uno dei pochi bastian contrari che ci sono in giro… è proprio vero che l’invidia è una brutta bestia….

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  3. Alessandro Kiske Conti

    due dei dischi più belli degli ultimi 10 anni e qui c’è gente che li critica. mah

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  4. Brunorock

    1) i Lionville al Firefest hanno spaccato il culo, chi c’era dal vivo ha aprezzato al 100%, poi se prendiamo in considerazione il poco tempo che hanno avuto per provare insieme possiamo parlare anche di un piccolo miracolo. Una prestazione del genere, nella gabbia della tigre fra l’altro …è di assoluto rilievo.

    2) Alessandro Del Vecchio può suonare con chi vuole…LUI almeno se lo può permettere, si tratta di uno dei migliori musicisti che abbiamo sul territorio nazionale italiano oltre a essere una persona squisita. Quindi tutti zitti per default e massimo rispetto.

    3) Lionville II è un gran bell’album…i voti sono solo inutili contorni. Godetevi la musica senza senza farvi tante menate, averli ogni giorno dei dischi del genere.

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  5. luci di ferro

    Mi inginocchio davanti al songwriting di Alessandro Del Vecchio 😀 Patrizio, TU ascoltati amici di Maria de fillipi e figli di Maurizio Costanzo. Ciao

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  6. Patrizio

    1) Chi c’era ha apprezzato i D2, Tyketto e Gotthard. Il resto era pura riesumazione di cariatidi d’annata. Ed i Lionville erano freddi. Se poi hanno provato mezz’ora, onestamente non mi interessa, la prossima volta che si scelgano una line up dove almeno si conoscano tra di loro o che abitino almeno nella stessa regione, una band creata in rete può solo essere fredda. A miei tempi si creavano in cantina.
    2) Non mi sembra di aver offeso Del Vecchio, anzi! Veramente tanto di cappello come musicista e quant’altro, concordo inoltre sulla splendida persona che è, umile e altamente professionale e, a tratti, geniale. Ma il fatto che continui a comparire in ogni dove (mi ricorda tanto la barzelletta del cazzaniga) a mio mesto modo di vedere non porterà alla lunga alcun giovamento.
    3) Non ho mai scritto che il disco è brutto o quant’altro, il rumore di “capolavoro per forza” è tuttavia assordante, onestamente mi aspettavo una magnificenza, e l’ho trovato solamente un buon disco. Ma non vi va bene.

    Ma forse il tristo qualunquismo sciovinista italiano ad hoc dimostrato qui sopra è evidente che non permetta critiche! Quindi mi scuso con tutti lor signori se ho osato criticare un disco.

    Leppard, ti notizio che sarai il successore di Benedetto XVI
    E certo luci di ferro, abbasso la de filippi, Jovanotti, i duran duran e i paninari! Yeah! Death to false metal! Ri-yeah!

    P.

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  7. Pedro

    Patrizio… ascolta altro, il rock melodico non è roba per te.

    Che poi tu parli di qualunquismo sciovinista italiano… io ribatto con l’invidia subdola che ha sempre pervaso gli abitanti della nostra penisola nei confronti di tutti i connazionali che “ce la fanno”: questo è infatti il fattore che ci ha sempre penalizzati nei confronti dei concorrenti internazionali, loro infatti si sono sempre coalizzati arrivando a raggiungere risultati d’eccellenza.

    Ora i tempi stanno fortunatamente cambiando, peccato per le mele marce che continuano tutt’ora a sputare veleno per non essere loro stessi a godersi i positivi commenti ricevuti.

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  8. Andrea Vizzari

    Semplicemente una delle massime espressioni dell’Aor/melodic rock degli ultimi 10-20 anni….Patrizio, se questo disco non ti ha entusiasmato secondo me è meglio che cambi genere musicale perchè non riesco a pensare ad un album qualitativamente al livello dei due Lionville che sia uscito recentemente…

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  9. Patrizio

    Certo, i tempi stanno cambiando! Infatti 80 persone vanno a vedere Mitch Malloy e 30 gli House Of Lords, disarmante vuoto ai Journey a Rho e si potrebbe continuare per ore. Pensa se non stessero cambiando i tempi! Accolgo volentieri il tuo consiglio, difatti reputo il rock melodico un genere morto da 20 anni e che vive solo nell’anima dei 50enni, che si merita il seguito sub-underground con giganti paraocchi che ha. Le vendite e presenze ai concerti testimoniano questo fatto, e prova a darmi torto. Il nostro difetto è sempre stata la totale mancanza di professionalità, non invdia caro mio, non è l’essere o non essere coalizzati, ma l’essere sempre stati una massa di lanzichenecchi con l’aria da parvenue. Ora c’è in effetti qualcuno che si eleva e anche di tanto da questa massa. Ma non per questo deve essere Dominiddio o un Re Mida. Lui è down to earth, voi siete la massa.

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  10. Pedro

    Certo che ti dò torto: tu parli delle poche presenze ai Journey IN ITALIA: prova a metterli al Firefest, e vedi in quante ore finiscono i biglietti.

    In Italia non c’è mai stata invidia? Si vede proprio che non sei un musicista e non sai di cosa parli… qui nella nostra penisola si mettono pure a litigare per l’ordine di esibizione nel festival di Cazzalarus, fugurati te! Se uno suona prima dell’altro nascono mille problemi di sorta… cosa che all’estero lascia sempre il tempo che trova!

    Te lo ripeto Patrizio, lascia perdere… quando prenderai uno strumento in mano e ti troverai a doverti scontrare con l’acidità e la superbia dei musicisti della nostra penisola, poi ne parleremo!

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  11. Riccardo Manazza

    Sinceramente non capisco perché si debba tacciare Patrizio di incompetenza o superficialità per aver espresso una sua legittima opinione. Opinione sulla quale sono anche abbastanza d’accordo per altro. Pur con tutta la simpatia verso il progetto e la qualità dei musicisti coinvolti non trovo nei Lionville la capacità di coinvolgermi a livello da definirlo “capolavoro”. Per me un 7 lo merita, ma non gli assegnerei un votone. Ma se qualcuno lo apprezza di più meglio per lui e per i Lionville…

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  12. Joe Leppard

    Condivido quanto scritto da Bruno.
    I voti possono sembrare esagerati, forse sarebbe meglio fare recensioni senza voto.
    Penso che in qualsiasi genere del Rock, oggi come oggi non si possa inventare più niente ma non per questo non si possino fare dischi di un certo livello.
    che l’Aor non abbia più il seguito di una volta lo sappaimo ma quest cosa non riguarda solo l’Aor, perchè se guaridiamo il mondo dell’H/M solo certi grandi nomi si possono permettere ancora un grande seguito, ma per il resto c’è molta tristezza.
    Alla fine, sarempo pochi ma come si dice in quest casi buoni, ma ringraziamo dio che escono ancora dischi della qualità di Lionville I e II.
    Buona domenica a tutti da papa Leppard.

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  13. Pedro

    Patrizio viene tacciato di incompetenza avendo esordito permettendosi di dire che questo è un disco “pacchiatamente studiato a tavolino”… sinceramente mi sembra davvero una mancanza di rispetto nei confronti di chi l’ha fatto.

    Qui stiamo parlando di un artista (il Lionetti) e di un team (quello di Del Vecchio) composto da gente cresciuta a pane e rock, la quale quando compone ci mette l’anima e la voglia di trasmettere tutte le proprie emozioni verso questo genere. Non gente che studia le cose a tavolino (come fanno molti altri invece, e li sgami subito perché lo fanno male!) per vendere due copie in più.

    Io, che sono un musicista, mi sentirei veramente infastidito da un’uscita del genere se fossi uno dei Lionville. Uno è libero di esprimere sempre e comunque la propria opinione, ma in questo paese quello che manca è sempre il giusto modo di farlo… perché a nessuno si nega una critica se questa è fatta in maniera educata, intelligente e non supponente.

    Per concludere ritorno al discorso da cui siamo partiti: Lionville sta raccogliendo pareri UNANIMI ovunque, tranne in Italia. E, lo ripeto, questa è la dimostrazione del motivo per cui gli artisti della nostra penisola hanno sempre faticato ad emergere… da noi non si è praticamente MAI profeti in patria.

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  14. Patrizio

    Mi diverte che una semplice critica scateni tante reazioni così risibili, mi diverte leggere che i Journey al Rock City farebbero sold out! Ma che impresa, pensa un po’, in una bettola da 1000 persone? Ma che razza di paragoni! Si giudica maldestramente ciò che si vuole comprendere per forza, nella più bieca tradizione del belpaese, ma che ve lo dico a fà? Sicuramente non capisco nulla di musica, mi prostro dinnanzi al Maestro Bruno K per la lezione d’alta scuola impartitami, mi inchino alla perspicacia di Pedro nello scoprire che sono tutto fuorchè un musicista, che mi accusa di mancanza di rispetto per un disco “pianificato”, certamente il dott. Vizzarri, dall’alto del lirismo dei suo scritti, mi suggerisce giustamente di cambiare genere. Grazie ragazzi, siete fantastici.

    Riccardo sei l’unico che ha compreso il senso di tutto ciò. Adesso prova a spiegarlo a lor signori.

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  15. Brunorock

    O mammasanta, chissà cosa ho detto 🙂

    Ho detto che il Lionville hanno spaccato, soprattutto se paragonato al tempo che hanno avuto per prepararsi, e qui non mi sembra di aver detto cazzate.

    Ho detto che DelVe può suonare con chi vuole…e anche questo è un dato di fatto….l’unico suo difetto è la sua statura fisica, per il resto è un grande musicista con un cuore gigante.

    Ho detto che Lionville II è un gran bell’album…se poi un bell’album è da 6,7 o 9 come voto mi importa poco.

    Non mi pare di aver dato lezioni a nessuno..questi sono solo “fatti”.

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  16. Paolo

    Condivido la recensione ed il voto. Unica critica che mi sento di muovere ad un album che avrebbe potuto raggiungere il voto perfetto: la mancanza di una hit di spessore. Per il resto il disco mi pare sincero, genuino e non frutto di logiche commerciali. Lionetti ha gusto e passione, diamogliene atto.

    Reply
  17. Patrizio

    Un disco senza una hit non può essere considerato un gran bell’album. E su 20 e passa canzoni tra il primo ed il secondo disco, non ce ne è una che spicca sulle altre. Certo, alto livello, ma al terzo ascolto si dimentica.

    Tanto sono un cretino, non musicista, complessato, fallito, demente, che odia del vecchio, che sputa sulla musica prodotta dagli Italiani.

    ps una band che prova due volte e manco si conosce, non può non risultare fredda, priva o quasi di emozioni. In pratica, un musicista che si ritiene tale dovrebbe ammeterlo.

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  18. Dany

    Che dire,II e’ un gran bel disco di elegante AOR , suonato da musicisti che hanno classe da vendere e passione per un genere che, grazie anche a dischi come questi, sta vivendo una seconda ,meravigliosa giovinezza .
    Bravi .

    ah dimenticavo : se uno non ricorda dopo il terzo ascolto brani come ” Another Day” o “All We Need” ,secondo me ha dei seri problemi con il genere .

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  19. Paolo

    “Un disco senza una hit non può essere considerato un gran bell’album.” mica vero.

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  20. Brunorock

    Allora nemmeno SIGNAL è un gran disco, non ha nessuna HIT. 🙂

    Una HIT è una canzone di successo…, sai quante HIT di merda ci sono in giro? Posso tranquillamente farne a meno…preferisco un’album senza HIT allora.

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  21. Joe Leppard

    Patrizio, ma tu c’eri al Firefesta vederli?
    Bruno c’è stato, per cu puòi parlare con con cognizione di causa.

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    • Patrizio

      Mi sembra di averlo scritto più volte, al Firefesta di mogliano veneto no, al Firefest di Nottingham sì.

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  22. Pedro

    Comunque Patrizio è il mio idolo… giuro che di boiate ne ho sentite tante nel corso degli anni, ma lui le batte tutte!

    Mi ricorda un personaggio mica tanto a posto che recensiva su Flash tanti anni fa… poi nell’era di internet è diventato lo zimbello della rete (almeno in Italia) per i suoi commenti perennemente negativi su gran parte della musica rock melodica dei nostri giorni… 😀

    Reply
    • Patrizio

      Ti ringrazio per i complimenti pedro, credo che Flash sia stato un magazine italiano quindi, mi spiace, ma non ho mai letto stampa Italiana, e credo a ben donde. Leggevo riviste che si permettevano di amare o stroncare i dischi, i vari Kerrang, Metal Hammer, Enfer, Sounds, Melody Maker. Sapevi cosa andavi a comprare in quanto ti fidavi di chi scriveva le recensioni nel 90% dei casi.
      Leggendo ultimamente per spasso qua e là le webzine italiche, è sempre tutto bello e cool, poi compri e ti viene un pacco emorroidale. Sembra che si abbia l’eterna adorazione di quattro tizi che hanno il coraggio di suonare ancora un genere praticamente morto. Lo ribadisco per la centesima volta, Del Vecchio è da hall of fame per quel che sta facendo, tanto di cappello a Lionetti & co, ma per voi semidei dell’aor, io continuo a scrivere che è o sono degli indegni; questo è vostro problema.
      I commenti negativi sono più che ovvi per la tristezza che questo genere oramai alimenta. E si immonda la memoria dei veri capolavori pubblicati in passato. Se appunto il fulcro è il Firefest oppure, da quel che leggo in rete, 50 persone da voi in Italia, ogni altro commento è superfluo.

      Come mi diverto a scrivere boiate! io non credo di aver offeso alcun personaggio dei vari sopracitati, tu stai incominciando. Dovresti rispettare le idee altrui ed essere un attimino più educato, ma d’altra parte, vivete in un paese che, per DNA, offende e non rispetta le idee altrui, ad onor di logica non posso aspettarmi altro.

      P

      Reply (in reply to Pedro)
  23. Pedro

    Cioè.. forse ti sei dimenticato da dove è partito tutto? Tu hai accusato dei musicisti di fare dischi a tavolino, credo non ci sia un’offesa peggiore per chi fa musica col cuore! Segnatelo!

    Poi è inutile che includi me nella cricca dei semidei dell’AOR, putroppo io con la mia band sono più virato verso il metal melodico e quindi c’entro poco.

    Come ho detto dall’inizio, chiunque critica è ben accetto se lo fa senza supponenza e con la voglia di dire la propria opinione senza andare oltre. Tu dall’inizio ti sei posto come giudice su come è stata fatta la musica di questo disco, quindi ora non puoi permetterti di tirare indietro la mano dopo aver scagliato il sassso: prenditi le tue responsabilità.

    Comunque è incredibile la tua somiglianza di idee e di scrittura con la persona di cui accennavo prima… ma a questo punto credo non sia tu, perché saresti davvero un disperato se tu fossi davvero lui e lo negassi.

    Reply
  24. Patrizio

    Disco a tavolino: Hysteria, The Final Countdown, Cherry Pie, Turbo, Somewhere in Time, Long Cold Winter, Trash, Lean Into It, etc. etc. sono tutti dischi fatti a tavolino, studiati per avere una percentuale di successo e vendita abnorme, oppure per bissare la formula del disco precedente. Quindi non mi segno un bell’accidente, perchè fare un disco a tavolino non è sinonimo di tremebonda accusa. Questo è il concetto, quindi ricacciati in gola il tirarmi indietro. Lionville rimane un buon disco, il concetto era smettetela di vendere una cosa come orgasmo cosmico, questo urta. 20 messaggi e continuate a non capire una fava, continuate a vedere insulti o offese dove solo nelle vostre menti possono albergare.

    Di me ti posso dire che vivo negli Stati Uniti e, per fortuna, molto saltuariamente sono in Italia. E non so nemmeno chi tu sia e, con tutto il rispetto, neanche mi interessa . E che la mia cognizione di causa deriva dalla mia povera e sfortunata gioventù in un cesso chiamato sunset blvd quando qui c’erano i Buldozer, R.a.f., Sharks, Vanadium e Gow! La crème de la crème. Però hanno fatto la storia! Accidenti! Perbacco!

    Adieu. Alla prossima pietra miliare.

    P

    Reply
  25. Pedro

    Allora ti lascio con un ultimo quesito: visto che la stampa italiana è ridicola e ancor più le webzine, che ci fai a commentare qui sopra? Hai dimenticato che Metallus fa parte proprio di queste due?

    Reply
  26. Patrizio

    Vedo che le mie teorie sono mestamente esatte: leggi molto bene e profondamente quanto scritto in precedenza, fai domande a cui avevo dato risposta ben prima che ti venissero in mente.

    Per darti una mano, mi cito autocelebrandomi:

    Leggendo ultimamente per spasso qua e là le webzine italiche, è sempre tutto bello e cool, poi compri e ti viene un pacco emorroidale.

    Reply
    • Tommaso Dainese

      Speriamo che Metallus non ti abbia fatto questo effetto Patrizio 😉

      Reply (in reply to Patrizio)
  27. Patrizio

    No, no Tommaso, il mio deretano sta benone.
    La recensione è “un po’ troppo da fan” ed il voto è troppo alto, per il resto è onesta e priva di errori o cadute di stile.
    Altrettanto posso dire per Gene The Werewolf (a parte le tastiere di WK con sono so dove siano state sentite) e quella di Adler.E’ tutto il resto che ci sta attorno che ogni tanto fa rilasciare lo sfintere:-) -sto scherzando, che sia mai che qualcuno mi prenda sul serio-

    Reply
    • Giovanni Barbo

      Beh sono contento che la recensione abbia suscitato una discussione anche accesa, significa se non altro che è stata letta 😉 Sicuramente sono un fan di AOR e melodic rock, e in quest’ambito ritengo il secondo Lionville uno dei migliori album usciti negli ultimi anni. Poi tutte le recensioni e tutti i voti sono opinabili, ed è anche bello che ci siano punti di vista diversi.

      Reply (in reply to Patrizio)
  28. Giulio B

    DESISAMENTE & SEMPLICEMENTE UN GRANDE ALBUM.
    SE FOSSE USCITO ANNI FA AVREBBE SBANCATO PURE I BOTTEGHINI!
    VOTO 9

    Reply

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