Sahg – Recensione: II

Forti di un esordio convincente, tornano i “blacksabbathiani” Sahg con un platter decisamente interessante. Aiutati al mixer da Rob Caggiano (ex Anthrax) e Paul Orofino (producer di fama Immolation), la band norvegese (tra cui militano esponenti della scena black locale) sfodera nuovamente tutto il suo amore per i seventies, sempre con cognizione di causa ed attualizzando tali “umori” alle atmosfere decadenti odierne. Un singer invaso dall’anima perduta dell’Ozzy primigenio fa il resto, donando un sapore arcano al tutto. Una partenza al fulmicotone “Ashent To Decadence” che si evolve nell’up tempo “Echoes Ring Forever”, in cui tutta la passione per il quartetto di Birmingham viene esposta al meglio. La litania lugubre “From Conscious Sleep” concede poi attimi di pura suspence cinematografica, regalando al tomo ulteriore valore. Declino nuovamente avvertito negli arpeggi acustici di “Escape The Crimson Sun” (riecheggiante addirittura i Cathedral più onirici). Indubbiamente i Sahg ottengono il riscontro voluto in sede di songwriting, grazie a doti esecutive non comuni, ma soprattutto forti di un’attitudine sconosciuta alle moderne generazioni di “stoners”. Capacità evidenziate ulteriormente nella conclusiva “Monomaia”, lunga suite psichedelica in cui il terzetto scandinavo ingloba tutto il suo essere e proietta l’ascoltatore in un’altra dimensione, in cui la luce è sempre più soffusa e l’antro infernale sempre più avvertibile. La consapevolezza in musica dell’essere “alieno” in una società totalmente codificata.

Voto recensore
7
Etichetta: Regain / Self

Anno: 2008

Tracklist: 01. Ashent To Decadence
02. Echoes Ring Forever
03. From Conscious Sleep
04. Star-Crossed
05. Escape The Crimson Sun
06. Pyromancer
07. Wicked Temptress
08. By The Toll Of The Bell
09. Monomania

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login