Ufomammut – Recensione: Idolum

Oltre. Spingersi oltre. Portarci oltre.

L’oltre, ce lo insegnano secchi di scrittori e sceneggiatori, è un dove. Ma è anche un perché, un quando, un come… E’ un posto al di là delle nostre certezze, acquisite ed acquisibili; è un motivo per andarci per guardare il mondo da occhi diversi; e’ l’esigenza di farlo al momento giusto, cioè quando il ‘di qua’ non ci basta più e abbiamo voglia di trovare nuove strade che ci consentano di rendere più lieve la nostra permanenza. Forzata.

Gli Ufomammut lo sanno e, con questo Idolum, l’Oltre lo esplorano in ogni direzione. Sono andati oltre i loro precedenti lavori, scegliendo la strada della semplificazione da un lato e della pesantezza dall’altro. Della ‘densità’, verrebbe da dire. Le parti vocali sono ancora più sullo sfondo: il palcoscenico è quasi tutto degli strumenti, che ci guidano in pesanti viaggi ipnotici, fatti di riff ripetuti allo sfinimento nella convinzione che non ci arriveremo mai. È un viaggio ultra-terreno lontano da quasi tutto quello che ci hanno fatto conoscere in precdenza: i fraseggi sabbathiani sono praticamente scomparsi, lasciando spazio a trame Neurosiane e, sempre piu’, Pinkfloydiane. Idolum non è doom, non è sludge, non è post-core ne’ qualsiasi altra post-cosa. Idolum è l’oltre fatto Ufomammut.

Lasciatevici portare.

Voto recensore
9
Etichetta: Supernatural Cat

Anno: 2008

Tracklist: 01. Stigma
02. Stardog
03. Hellectric
04. Ammonia (Featuring Rose Kemp)
05. Nero
06. Destroyer
07. Void
08. Elephantom (Featuring Lorenzer)

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