– Recensione: I 100 Migliori Dischi Glam Metal – The Sunset (D)generation

Dopo aver dedicato volumi a NWOBHM, thrash metal, death metal, Tsunami da spazio anche al lato più colorato dell’ hard’n’heavy, ovvero il Glam Metal, tanto bistrattato da alcuni, adorato da altri, ma ascoltato in fin dei conti da tutti. Quale partner migliore se non Slam! Party Rock Zine, webzine specializzata nelle sonorità più spensierate del metal. La veste per parlare di glitter e stravizi è quella dei “100 Migliori Dischi…” formato che potrà anche non piacere ma che riesce comunque a trasmettere un infarinatura generale anche ai meno esperti.

“I 100 Migliori Dischi Glam Metal” è un bel volume, ben curato e sicuramente pregno di passione, scritto da autori che il genere l’hanno vissuto in prima persona. Fortunatamente non si scade mai nella soggettività e i commenti relativi a ogni disco sono sempre abbastanza equilibrati. Fa piacere rilevare come gli autori si soffermino più sul lato musicale che sui vizi e sul gossip che ha circondato le band trattate, cercando anche in qualche modo di ridare dignità a realtà, soprattutto, americane (gran parte ovviamente emerse nella scena di Hollywood) etichettate troppo superficialmente come fenomeni da baraccone per un look e un approccio visuale solitamente esagerato (a vedere quello che succede oggi su molti palchi forse verrebbe voglia di tornare ai rossetti e agli spandex verde acido). Si parla quindi di grande musica, rilevando come spesso molte band etichettate come Glam Metal si rifacessero spudoratamente ai grandi miti dell’hard rock, Ac/Dc, Cheap Trick, T.Rex e Zeppelin su tutti.

Sulla selezione degli album, qualcuno sicuramente avrà qualcosa da ridire, ma la scelta risulta decisamente soddisfacente. Qualche grande escluso c’è a favore però della riscoperta di qualche band più oscura che merita di essere rivalutata. Non manca inoltre anche qualche band italiana come The Boohoos e Miss Daisy. Manca invece, per scelta ben precisa, tutto ciò che è venuto dopo il 1994 (quindi anche tutta l’ondata scandinava del nuovo millennio) concentrandosi sul periodo aureo dell’hard rock glitterato, devastato poi dalla venuta del grunge ma anche da una formula che non ha saputo rinnovarsi nel tempo.

Ci sentiamo di consigliare l’acquisto del volume, sia ai più attempati che il decennio l’hanno vissuto in prima persona (magari per riscoprire una passione sopita) sia ai neofiti o a chi semplicemente non sa come districarsi tra le centinaia di full length glam metal e hard rock usciti tra gli anni ’80 e ’90.

“You Can’t Stop Rock’n’Roll”

Voto recensore
7,5
Etichetta: Tsunami Edizioni

Anno: 2012


Sito Web: Tsunami Edizioni Official Website

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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  1. Marco

    Per come la vedo io, la scelta di autolimitarsi al decennio 1984-1994 lascia fuori colpevolmente non solo l’ondata scandinava dal 2000 in poi, ma anche album che il genere lo hanno letteralmente inventato (penso a “Too Fast For Love” e “Shout At The Devil”, o a “Metal Health”, tanto per fare dei nomi…); parlare di glam metal senza riferirsi a questi titoli mi smebra una grave pecca…

    Reply
    • Tommaso Dainese

      Ciao Marco, la scelta è sicuramente discutibile soprattutto sulla data d’inizio (sul periodo successivo, concordo con gli autori, dal momento che riguarda una scena completamente diversa)…c’è anche da dire che il libro inquadra in quegli anni un “movimento” e un modo di essere più che una scena musicale ben definita

      Reply (in reply to Marco)

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