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Antonius Rex – Recensione: Hystero Demonopathy

Il contributo di Antonio Bartoccetti allo sviluppo del progressive e della musica italiana d’avanguardia negli anni ’70 è stato fondamentale. Mentre alcuni sedicenti critici musicali provavano ad ascoltare al contrario i dischi dei Led Zeppelin e dei Black Sabbath in cerca di tracce del maligno, il chitarrista toscano faceva sul serio, seguendo un percorso univoco tra musica e ricerca esoterica, anticipando i tempi per molti versi e dando un grande apporto alla scena italiana su di un versante artistico e intellettuale.  Dare nuova linfa a un progetto come Antonius Rex è una scelta coraggiosa. Nessuna operazione nostalgica, potete stare tranquilli, “Hystero Demonopathy” è Antonius Rex evoluto e catapultato nel XXI secolo, forte di un sound che forse mai fu così arcigno e metallico. L’album vive di sfaccettature sonore molteplici, che vanno dal puro e semplice progressive rock a sfuriate metalliche ed elettroniche, testimoni di contaminazioni moderne che si sposano alla perfezione con le lugubri ma dinamiche atmosfere del disco. In questo senso è da sottolineare l’apporto fornito da Rexanthony, figlio di Bartoccetti, tastierista più legato alla scena elettronica che a quella metal propriamente detta, ma autore di ampi cammei in cui il nostro tesse le diaboliche trame di tastiere gobliniane, fornendo frustate industirali e inquietanti effetti sonori che incontrano alla perfezione la natura dell’album. Una natura ancora una volta legata a tematiche di carattere esoterico, forse mai spinte così in avanti, come testimonia il brano “Possaction”, documento integrale a testimonianza del caso di possessione demoniaca di Sandra B. (nemmeno gli scettici ne saranno immuni, credeteci) e l’intervento in pianta stabile nella line-up della medium Monika Tasnad. E nel contesto la chitarra di Antonio  Bartoccetti si erige ad assoluta protagonista, autrice di ricami progressive e improvvise impennate metalliche totalmente anarchiche. Ma non solo: il nostro diventa anche diabolico cantastorie, come possiamo ascoltare nell’ottima “Disincantation”, pregiata dalla sua narrazione ossessiva. “Hystero Demonopathy” segna il gradito ritorno di un artista italiano sempre e saldamente al di fuori da ogni tentazione commerciale.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Black Widow / Masterpiece

Anno: 2012

Tracklist:

01. Hystero Demonopathy
02. Suicide Goth
03. Are Mine
04. Disincantation
05. Demonic Hysteria
06. The Devils Nightmare
07. Witches
08. The Fatal Letter
09. Possaction (Integral Document)
10. Rexample (video)


Sito Web: www.antoniusrex.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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