Centurion – Recensione: Hyper Martyrium

Dopo aver lottato per far ‘risorgere l’Impero’, il Centurione torna a combattere con ferocia inaudita, deciso ad espandere fino all’estremo i confini dei suoi territori. Citando i Pantera, si potrebbe dire che ‘Hyper Martyrium’ rappresenta una volgare dimostrazione di iraconda potenza, pronta a spazzare via ogni ostacolo lungo il cammino. Per molte tracce non è affatto esagerato parlare di death-metal, con riff crudeli, voci growl e chitarre schizoidi in fase solista. Non mancano i riferimenti al glorioso Thrash della Bay Area, con evidente dazio da pagare ai Metallica di ‘Master Of Puppets/Battery’ nella title-track e con una generale tendenza ad evitare ogni possibile compromesso o calo di tensione. Come nel debutto, l’ombra dei Judas Priest anni ’90 continua a marchiare la musica dei Centurion, ma è più una questione di attitudine che di citazioni di questo o quel disco, in particolare nei brani cadenzati (‘Katerpillar’, ‘Call Of The Blood’), nell’anthem ‘Riding On The Wind’ (dal vivo farà sfracelli e…. ehm, in realtà si tratta di una hyper-metallizzata cover dei Priest) e soprattutto nella clamorosa voce di Germano Quintabà, uno screamer in costante overdrive!

Un album magari poco rivoluzionario, ma esplosivo al 110%.

Voto recensore
7
Etichetta: Scarlet/Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist:

Tracklist: Arise Of The Empire / Deflagration Of Violence / Hyper Martyrium / Talis Pater / Katerpillar / Monolitic Triumphator / Into The Arena / Stormfront Vanguard / Call Of The Blood / Riding On The Wind


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