Lunarsea – Recensione: Hydrodynamic Wave

‘Hydrodynamic Wave’ è il primo full-length dei romani Lunarsea, band attiva nel panorama undergroud da circa tre anni. Il combo capitolino propone un power/thrash melodico sulla scia dei ben noti Children Of Bodom, con in più alcune punte di aggressività vicine ai primi In Flames e accelerazioni in chiave metalcore.

Pur rifacendosi a una formula sonora giù ben rodata, i Lunarsea riescono pienamente nell’intento di comporre canzoni piacevoli e ben strutture, basate su tappeti di riff graffianti ma orecchiabili (il lavoro svolto dalla coppia di axe men Romagnoli/Pacioni è davvero valido) che toccano l’apice in assoli emozionanti (ottimi quelli su ‘Qubenaut’ e ‘Solstice Woman’).

La band bilancia molto bene una facciata aggressiva ma non esasperata a soluzioni melodiche dal forte impatto emozionale, garantite da un utilizzo dei synth ben diluito all’interno delle canzoni, a refrain di presa e all’intervento puntuale della voce pulita sulle parti più introspettive dei brani.

Citiamo ‘Dead End Road, He Walked’, dove la parte centrale lascia spazio agli arpeggi e alla sentita interpretazione del vocalist Angelo Musmeci, la parentesi metalcore della più aggressiva ‘Still Age, Still Time’ e ancora ‘Evolution Plan Txt’, un episodio d’impatto e intrigante, dove la componente estrema della band si amalgama alla perfezione a passaggi di chitarra tanto melodici e sensuali da imprimersi subito in mente.

Questo ‘Hydrodynamic Wave’ è un lavoro che paga ancora un certo pegno ai principali ispiratori della band, ma i romani mostrano comunque tutte le carte in regole per compiere un notevole salto di qualità. Per ora accontentiamoci di un disco molto buono che farà gola a tutti gli amanti del death melodico.

Voto recensore
7
Etichetta: Burning Star / Masterpiece

Anno: 2006

Tracklist:

01.Beside The Driver
02.Hate Net On Barren Heart
03.Dead End Road, He Walked
04.Qubenauts
05.Still Age, Still Time
06.Solstice Woman
07.Evolution Plan Txt
08.The Smokers
09.Onirica Frequencies (Instrumental)
10.And The Gardens Of Jades Remained Void
11.Tales Of N.D.E.


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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