Within Temptation – Recensione: Hydra

Quando si proviene da un album eccellente è sempre difficile riuscire a soddisfare i fan, ormai abituati ad un target elevato e completo, e così accade per i Within Tempation che, a distanza di tre anni dal fortunatissimo “The Unforgiving”, ritornano sulla scena con “Hydra”.

Come scrivevo poc’anzi, dopo “The Unforgiving” la posta in gioco si è subito dimostrata molto alta e le aspettative per questo sesto album son state fin da subito cariche ed elevate. Anticipato da “Paradise (What About Us?)”, che vanta la fortunata e riuscitissima collaborazione con Tarja Turunen, “Dangerous”, in cui compare il timbro roco e graffiante di Howard Jones, e “Whole World Is Watching”, con Dave Pirner come ospite, “Hydra” si presenta in generale ben prodotto, ben studiato e molto, forse troppo, radio friendly.

“Let Us Burn”, perfettamente calato nello stile della band, è un ottimo biglietto di presentazione che soddisfa ma non sazia. Orecchiabile e coinvolgente, il brano ripercorre le ritmiche e lo stile trovato in “The Unforgiving” ma senza aggiungere nulla di originale ed innovativo. Il ritornello, la cui bellezza e funzionalità sono garantite dalla voce angelica di Sharon Del Adel, ha una forte presa e un motivo facile che contrasta con le strofe, decisamente insipide, che trovano uno sviluppo interessante solo verso la fine del brano.

Immediatamente dopo “Let Us Burn” incontriamo “Dangerous”, il primo dei ben quattro featuring presenti nell’album. A far compagnia a Sharon troviamo Howard Jones, passato alla storia come cantante dei Killswitch Engage, e che, distogliendosi dall’ambiente metalcore, fa una curiosa incursione all’interno del brano. Fin da subito emergono problemi a livello di registrazione, poiché la voce di Howard non solo appare sovrastata, soprattutto nel ritornello, da quella della singer, ma, se ascoltata attentamente, ha una connotazione strana, quasi elettronica, che falsa fin troppo, rovinandola, la timbrica.

Di tutto le collaborazioni che ci si poteva aspettare sicuramente a nessuno, nemmeno ai fan più accaniti, sarebbe mai venuto in mente che la musica dei Within Temptation si potesse unire a quella di Xzibit, rapper americano che i più ricorderanno per la conduzione di un fortunatissimo programma su una nota rete musicale. Di incursioni rap nella storia delle sette note ce ne sono a bizzeffe e in questo caso, abbattuti i pregiudizi iniziali, siamo di fronti a un ottimo risultato. La voce di Xzibit, il cui timbro è molto particolare, dà vivacità ad un pezzo che, almeno nella parte iniziale, rischiava di richiudersi su se stesso con risultati disastrosi. In “Paradise”, il brano più completo dell’album, troviamo un connubio perfetto tra la voce di Sharon e quella di Tarja, a cui non servono assolutamente presentazioni. Le chitarre leggermente distorte, le tastiere e lo scontro fa voce melodica e voce lirica incantano, stupiscono e fanno venire voglia di ascoltare e riascoltare il pezzo. Una bella parentesi va aperta per l’assolo che, seppur breve, rompe dolcemente l’atmosfera accompagnando l’ascoltatore verso gli ultimi secondi.

Se fino a questo momento la mia critica, con la dovuta calma, è stata entusiasta, da dopo“Edge OF The World”, brano che risulta piacevole solo dal terzo minuto, siamo di fronte ad un lento declino. L’album, nonostante i numerosi ascolti, è tristemente diviso in due parti: una prima molto vivace, ben composta e che dà spazio a un po’ di immaginazione; una seconda abbandonata a se stessa, incompleta e, mi duole dirlo, noiosa. Dal quinto brano in poi partono una inesorabile serie di ballads, o ninne nanne, che non fanno che spegnere l’atmosfera iniziare e spingere chi ascolta a skippare. “Dog Days” rappresenta in pieno, e senza sconti, quanto appena scritto. Cori, effetti, violini e inutili arzigogolii non fanno che dare pesantezza ad una melodia che, già di per sé, risulta scarna e poco varia se non nel breve intermezzo con assolo. Il ritornello, in cui la voce di Sharon è quasi totalmente assorbita dalla musica, non si differenzia dalle strofe con un inesorabile effetto di ridondanza.

L’album si chiude con il duetto con Dave Pirner, vero jolly all’interno della canzone. Sebbene il brano sia un’abbraccio totale al pop, Pirner dà quel quid in più che consente a chi ascolta di proseguire senza stoppare.

In conclusione “Hydra” è una caduta di stile, ahimè molto banale, che non rende onore alla lunga carriera dei Within Temptation. Malgrado la band sia classificata all’interno del symphonic metal, in questo album il metal, o qualcosa di vagamente simile, è totalmente assente in favore di ritmi ben più convenzionali e pop. Se la band aveva intenzione di approdare nelle radio di massa sicuramente con questo lavoro riuscirà nell’intento, ma ciò va sicuramente a discapito dei fan che, a conti fatti, risulteranno in buona parte delusi e insoddisfatti.

Voto recensore
6
Etichetta: Sony Music

Anno: 2014

Tracklist:

01. Let Us Burn

02. Dangerous (feat. Howard Jones)

03. And We Run (feat. Xzibit)

04. Paradise (What About Us?) (feat. Tarja Turunen)

05. Edge Of The World

06. Silver Moonlight

07. Covered By Roses

08. Dog Days

09. Tell Me Why

10. Whole World Is Watching (feat. Dave Pirner)


Sito Web: www.within-temptation.com

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

8 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. enrico

    x qualcuno the unforgiven é brutto e hydra bellissimo x voi il contrario mah. x me hydra é brutto da 7,5 / 8

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  2. enrico

    brutto mi é saltato fuori x sbaglio

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  3. andpec

    I Within Temptation mi sono piaciuti con “The Unforgiven”, anzi grazie a quell’album (bellissimo) sono andato a ritroso e mi sono comprato i loro precedenti dischi. “Hydra”? Inferiore a “The unforgiven” ma comunque con 5-6 canzoni notevoli, compresa la ballatona pop finale. Inoltre dopo “Edge of the world” io ho trovato altre due gemme tutt’altro che ballad (Silver moonlight con accenni growl è trascinante tanto quanto la molto ritmata Covered by roses), quindi il mio voto dovuto alle prime 5 canzoni (tutte belle) più le due citate e la finale ballatona, senza metterci la più tosta dell’album “Tell me why” che non mi ha convinto non può che essere un 7,5 (7 canzoni su 10 sono ok, non posso dare di meno)!

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    • Red Blue Griphoner

      Si, va bè, ma considerare ballad e ninne nanne delle canzoni, le quali non lo sono……è almeno “deviante” dalla considerazione che si può avere e dalla *percezione* che può dare la recensione ad uno che ancora non l’ha sentito o comprato.
      Io devo dire la verità che un po’ ero sobbalzato dal leggere la rece, per cui l’ho ascoltato.
      Probabilmente non lo comprerò subito. Ma sicuramente lo compro.
      Non è un capolavoro, ma neanche una schifezza. E’ un album alla WT degli ultimi tempi.

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  4. Red Blue Griphoner

    “Dal quinto brano in poi partono una inesorabile serie di ballads, o ninne nanne, che non fanno che spegnere l’atmosfera iniziare e spingere chi ascolta a skippare”

    Ah….per carità, nessuna critica alla rece, ognuno la pensa come vuole.
    Ma mi chiedo se io, dopo 30 anni, non sia più capace di distinguere una ballad da una power.
    Silver Moonlight (che è la track 6) è una ballad o una ninna nanna ?
    Mah……sarà che io sono sbagliato……
    Poi, che l’album sia catchy e radiofonico all’ennesima potenza, al limite massimo dell’assurdo, ci può anche stare. Se uno ascolta bene bene tutta la discos dei WT, si accorgerà che non è che non abbiano mai strizzato l’occhio al catchy e radiofonico, anzi tutt’altro.
    Però è in questo che riescono anche a far presa…..

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  5. Jack Snow

    Il loro peggior cd senza alcun dubbio.
    Odio totale.
    Seguo i WT da anni e questo cd oltre che deluso mi ha infastidito… non si salva nessuna traccia

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  6. Silvia Metallara

    Io ho provato ad ascoltarlo su spotify ma ho chiuso, non ce l’ho fatta. Purtroppo i within temptation per me sono morti, non fanno più metal. Erano bellissime le canzoni tipo mother earth è poi sono andati sempre più calando. Quello che dovrebbero suonare loro ora lo fanno gli xandria con l’ultimo album a mio avviso, ed infatti ora ascolto loro

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