Linkin Park – Recensione: Hybrid Theory

I Linkin Park hanno venduto uno sbrego di copie. I Linkin Park sono amichetti di questo e di quell’altro. I Linkin Park sono la nuova sensation del nu-metal. I Linkin Park fanno schifo. Una versione senza la minima fantasia dei Papa Roach, riff sentiti parecchie centinaia di volte, ritornelli banalissimi e sempre identici, un’attitudine sciupafemmine alla Sugar Ray. Oh mio Dio, tutte a loro? La dimostrazione che il mercato è veramente saturo, ecco cosa sono i Linkin Park, che si possono riprendere le loro pose piacione, il loro immaginario tecnologico, i loro stupidi e infantili tentativi di suonare moderni. Tutto, che si riprendano tutto e spariscano, loro e qualsiasi casa discografica possa far passare per “nuovo” o “eccitante” una tale marchetta. Non ne abbiamo bisogno. Un singolo azzeccato (‘One Step Closer’) non conta nulla per chi ragiona, esattamente come nulla contano i Linkin Park per la Musica, quella vera. Plastica.

Etichetta: WEA

Anno: 2001

Tracklist:

Papercut / One Step Closer / With You / Points Of Authority / Crawling / Runaway / By Myself / In The End / A Place for my Head / Forgotten / Cure For The Itch / Pushing me Away


1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Nu Metal Head

    recensione severissima e poco professionale. ok, sono la “boy band del metal”, ma questo è un gran bel disco, nonché il loro migliore… non mi vergogno a dire che mi piace, quando ho voglia di ascoltare qualcosa di meno impegnativo… voto: 8

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