Hyborian – Recensione: Vol. 1

Il rooster di Season Of Mist si arricchisce degli americani Hyborian, four-piece di Kansas City che ha finalmente l’occasione di far conoscere anche al pubblico europeo il debut album “Vol. 1”, uscito originariamente per una label underground nel Marzo del 2017.

Ciò che il four-piece propone è un onesto ed efficace stoner metal carico di groove, con una ricerca continua della melodia vincente, buon gusto nelle composizioni e tanta energia. Arrivano, in buona parte inevitabili, i paragoni con entità come i Mastodon o altre band dedite a un sound più orecchiabile come i Red Fang, ma pur avendo ancora necessità di maturare caratteristiche personali, l’ensemble del Missouri fa un buon lavoro puntando sulla fruibilità dell’ascolto.

I suoni riverberati e sporchi dell’opener “As Above, So Below”, non impediscono al brano di colpire con la giusta carica, grazie ad un refrain gustoso e all’ottimo lavoro delle asce di Martin Bush e Ryan Bates, che si dividono anche le parti vocali. Sale sugli scudi la sezione ritmica (abbiamo Anthony Diale al basso e Justin Rippeto alla batteria) nella successiva “Maelstrom”, episodio particolarmente groovy e con un certo tiro hard rock.

Convincono anche “Dead Lies Dreaming” che, introdotta da un riff iniziale lento e fangoso, esplode in un pezzo granitico e veloce, a ragion veduta il più heavy del lotto, ancora “Ajna”, canzone giocata sui tempi medi che ci riporta nei territori di uno stoner/doom pungente e desertico, con tanto di sinistre citazioni sabbathiane.

Un esordio senza grosse sorprese questo “Vol. 1”, ma suonato con tutta la passione necessaria e senza il minimo cedimento.

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2018

Tracklist: 01. As Above, So Below 02. Maelstrom 03. Blood for Blood 04. Dead Lies Dreaming 05. Ajna 06. Dross
Sito Web: https://www.facebook.com/HyborianRock/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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