Huntress – Recensione: Static

Inutile negarlo. A far la differenza per una band come gli Huntress interviene il fattore Jill Janus. Volenti o nolenti è infatti la bella singer ad attirare le maggiori attenzioni, certamente per la presenza scenica appariscente, ma anche per l’originalità e la potenza del proprio approccio vocale. E in questo senso un lavoro come “Static” è quello che ci voleva per far ancora più crescere la valutazione specifiche sulle doti in questione.

Senza più andarsi a cercare le urla belluine del debutto la nostra Jill mette a referto una prestazione praticamente perfetta, con melodie sempre ben interpretate e una pienezza di voce che stupisce anche chi conosce le qualità di cui è provvista.

Il problema è che se non ci fossero appunto le abilità vocali della signorina in questione a salvare la baracca, una buona metà del disco rischierebbe di scivolare rapidamente in un anonimato praticamente totale. Perso infatti l’impatto del primo lavoro, gli Huntress avevano comunque dimostrato con “Starbound Beast” di riuscire a funzionare anche attraverso un songwriting più attento alla melodia e capace di dosare ritornelli immediati, con una profondità compositiva che usciva solo dopo qualche ascolto.

Questa volta provano ad andare un passo ancora oltre, costruendo canzoni asciutte e melodiche, che null’altro si possono definire se non classic metal, ma cercando di evitare di cadere nel tranello del tributo ai maestri, e di trovare una dimensione personale nella scrittura dei pezzi e nella loro rappresentazione.

Il problema è che il tentativo, per quanto nobile, ci pare essere riuscito solo a tratti e il risultato finale manca troppo spesso di impatto vero, senza essere nemmeno così ricercato armonicamente da far venire voglia di approfondire la questione.

Qualche brano è davvero ben riuscito. A partire dal singolo “Flesh, condito con una bellissima linea vocale, fino alla superottantiana “Hars Times On Planet Stoked”, o alla potente “Sorrow”, messa opportunamente ad inizio scaletta. Così come interessanti sono la lunghissima “Mania”, oscura e riflessiva, o la particolarissima “Brian”, indubbiamente il brano più originale del lotto.

Le altre song appaiono invece meno coinvolgenti (almeno per noi), dotate di una base musicale che non prende, su cui Jill riesce a dare comunque sfogo alle proprie doti interpretative, cavando infine qualcosa di perlomeno ascoltabile, ma lasciando la sensazione è che manchi sempre un po’ di convinzione nell’insieme.

Static” non è certo un disco scadente, ma di sicuro rimane il meno esaltante dei tre prodotti fino ad ora. Forse il ritmo serrato di uscite discografiche e tour ha drenato eccessivamente le energie del gruppo e per tornare a spingere nella direzione giusta serve ricaricare le batterie. Sia chiaro, vista la passione che ci mettono noi facciamo il tifo per loro alla grande e speriamo che al prossimo giro salti fuori un disco di quelli che strappano solo applausi. Questa volta siamo invece contenti solo a metà.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Sorrow
02. Flesh
03. Brian
04. I Want To Wanna Wake Up
05. Mania
06. Four Blood Moons
07. Static
08. Harsh Times On Planet Stoked
09. Noble Savage
10. Fire In My Heart


Sito Web: http://www.facebook.com/HuntressKills

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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