Cattle Decapitation – Recensione: Humanure

Quarto lavoro in studio – ma secondo su Metal Blade – per i Cattle Decapitation. ‘Humanure’ è un disco ben prodotto, al pari del precedente ‘To Serve Man’. L’attitudine vegan militante è rimasta invariata, il comportamento estremo di chi fa del death/grind la propria filosofia di vita è, invece, l’arma principale usata dalla band. Mettendo in chiaro fin dall’inizio che ‘Humanure’ non è un disco per cui gridare al miracolo, allo stesso modo ammettiamo che questo è un album ricco di significati reali dallo sfondo sociale, che diventano palpabili attraverso una materia brutale e spietata. La sfida lanciata dai Cattle Decapitation è vinta in partenza con il growl disumano di Travis Ryan, sempre in perfetta armonia con la tecnica fulminea e risolutiva del resto del gruppo. La memoria è rivolta in parte all’atteggiamento "hardcore" dei Napalm Death, in parte alla mancanza di pudore degli ottimi Deicide (‘Bukkake Tsunami’). I Cattle Decapitation, però, non si lasciano sfuggire alcune aperture dal retrogusto epico (la titletrack), quasi a voler sfiorare il black norvegese. Ma è una questione di secondi. Un caos sonoro che sfiora il delirio, preciso e raffinato nella composizione e impregnato di una sana ironia che non guasta mai (guardate l’immagine in copertina!). Ah, dicono che se non ascoltate almeno una volta questo disco poi vi trovate la testa di una mucca decapitata sotto le lenzuola. Fate voi.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist:

01. Scatology Domine (Intro)

02. Humanure

03. Reduced To Paste

04. Bukkake Tsunami

05. Cloacula: The Antropophagic Copromantik

06. Chummified

07. Applied Human Defragmentation

08. The Earthling

09. Polyps

10. Lips & Assholes

11. Men Before Swine (Outro)


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