Ancient Dome – Recensione: Human Key

Interessante debutto in arrivo dall’underground lombardo per gli Ancient Dome. La band suona un ben strutturato thrash/speed dal sempre calibrato inserimento di melodia che scorre piacevole e non mostra cedimenti. Grande dinamicità ritmica e fluidità invidiabile sono caratteristiche che fanno di molti brani delle piccole sinfonie di genere (i brani dal 3 al 7 formano tra l’altro una sorta di mini-suite ad episodi piuttosto inusuale per una thrash band). Ben impressiona soprattutto la maturità con cui vengono gestiti i momenti più melodici come ad esempio la bella “Cold September”, ma anche la buona varietà di fondo e l’intelligenza con cui vengono dosati cambi di ritmo e assoli. Un songwriting troppo derivativo che pesca con troppa facilità riff e soluzioni dai grandi del passato è l’unico punto a sfavore degli Ancient Dome. “State Of Regression” è ad esempio una clamorosa sovrapposizione di Testament e Metallica: un bel brano ovviamente, ma sarebbe strano il contrario. Un sensazione di forte deja-vu che con meno evidenza si sente anche altrove e che limita l’entusiasmo per il comunque eccellente lavoro formale svolto dal gruppo. Una band con queste qualità dovrebbe mettersi più in discussione e cercare una via maggiormente personale. Diamo loro fiducia per il futuro… già bravi, ma con notevoli possibilità di miglioramento.

Voto recensore
7
Etichetta: Punishment 18 / Andromeda

Anno: 2009

Tracklist:

01. Ancient Dome
02. State of Regression
03. The Defeat
04. Tyrants
05. Human Key
06. Aeons
07. Fall Of the Dominion
08. Cold September
09. Lost Creature
10. Architect of Dreams
11. Total Command


Sito Web: http://www.myspace.com/ancientdome

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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