Houston! – Recensione: IV

Freschi di firma per Frontiers, gli Houston sono una formazione svedese che con “IV” giunge alla pubblicazione del suo – tanto lo avevate capito – quarto album. Forti di una carriera decennale ed ispirati da Survivor, Foreigner, Journey e Meatloaf, i cinque svedesi sono musicisti veri che hanno avuto la possibilità di suonare a festival importanti quali Sweden Rock, Download Festival (UK) ed il Rock of Ages (Germania), nonché autori di quella “Imaginate” che l’atleta estremo Danny MacAskill ha utilizzato per un video visualizzato quasi 100 milioni di volte su Youtube. Nonostante la pubblicazione per l’etichetta italiana rappresenti una nuova opportunità per la band, ed in un certo senso ponga le basi per un nuovo inizio, l’idea alla base di questa nuova uscita sta tutta nel voler riproporre un AOR che più classico non si può, creando un ideale ponte non solo con i classici del genere ma anche con le prime uscite degli stessi Houston. Sarà forse proprio per questo motivo che “IV” è uno di quegli album che scorrono via morbidi e tranquilli, e che finalmente ti fanno capire perchè spesso si parla e straparla di tappeti di tastiere: perché ti ci stenderesti, su quei tappeti, tanto accomodanti e soffuse sono le atmosfere evocate da melodie che baciano e avvolgono.

Il titolo della openerShe Is The Night” potrebbe far pensare ad un inizio scoppiettante, ma le cose stanno diversamente: fin dalle prime battute gli Houston interpretano il rock melodico come un insieme ordinato e smussato, che culla invece di trascinare. Le loro elementari successioni di accordi (“A Lifetime In A Moment”) o innocenti scopiazzature (“Heart Of A Warrior”) non appaiono quindi come limitazioni, bensì come la conseguenza naturale di una scelta che pone l’accessibilità e l’immediatezza prima di tutto: “IV” nasce con lo scopo di radicare nell’ascoltatore la convinzione che, comunque lo si suoni, questo disco saprà regalare un momento dolce, un assolino sfizioso ed una compostezza rilassante perfetta per le ore più stanche della giornata. Un concetto che verrà ribadito, con poche variazioni, nel corso delle successive tracce: ovunque si posi l’attenzione, saremo sicuri di trovare un racconto dolce e romantico, imparando velocemente con quanta facilità possiamo in fin dei conti convivere con espressioni abusate e prevedibili tipo prisoner of your love oppure I am the darkness you’re the light (“You’re Still The Woman”). Nel generico nobilitato di questo album c’è comunque la possibilità di trovare momenti più riusciti e di una qualche palpabile intensità: “Hero” descrive con sensibilità i tempi che stiamo vivendo, mentre “Storyteller” e “I Will Not Give In To Despair” hanno una bella consistenza corale che aggiunge certamente un tocco di freschezza e vitalità all’intera scaletta. Non stiamo certamente parlando di picchi né di vette di particolare ricercatezza, ma si avverte da parte del gruppo la capacità di creare costruzioni fluide e poggiate su elementi solidi, corretti e ben studiati.

Quello che manca, forse, è l’espressione della capacità di fare molto con poco, comune ad altre formazioni di provenienza scandinava: contrariamente ad altri esperimenti più felici, quella degli Houston è una linearità fine a se stessa che non sfocia mai in un risultato superiore alla somma delle sue parti. Qui insomma si viaggia dal punto A al punto B seguendo l’itinerario più breve per il solo gusto di… arrivare prima, e tant’è. Chi si accontenta gode, dicevano, ed alla fine il segreto per godere appieno di “IV” sta forse tutto qua. Arrangiato con cura e prodotto solo discretamente (i cori di “Heartbreaker” sono davvero cheap), questo è un album con il quale gli Houston riportano il loro rock melodico ad una dimensione intima e raccolta, in un contesto degno e laterale che – piuttosto che rivendicare goffamente tutte le nostre attenzioni – si accontenta di accompagnarci con classe mentre ci anestetizziamo sui social, sfogliamo le offerte del giorno ed organizziamo minuziosamente (colazione inclusa, o la facciamo al bar?) viaggi che probabilmente non faremo mai. In queste notti d’autunno, “IV” ha il potere di affascinare come il profumo esotico di una bella candela, ed il problema di bruciare ed esaurirsi con la stessa velocità.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. She Is The Night 02. You're Still The Woman 03. Hero 04. A Lifetime In A Moment 05. Heartbreaker 06. Storyteller 07. Heart Of A Warrior 08. Until The Morning Comes 09. I Will Not Give In To Despair 10. Such Is Love 11. Into Thin Air
Sito Web: facebook.com/houstonsweden

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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