Header Unit

House Of Lords – Recensione: Saint Of The Lost Souls

Quasi come se ci fosse ancora nella band l’ex Angel, Gregg Giuffria, “Saint Of The Lost Souls” si apre con le tastiere pompose di “Harlequin” (nel video suonate dal nostro Michele Luppi) per tramutarsi in un pezzo trascinante dal bridge azzeccato (ancor più del chorus).

A differenza di album potenti come i recenti “Indestructible” o “Precious Metal” per il decimo album della compagine americana notiamo una produzione più asettica (la batteria sembra quasi finta) e la voce di James Christian al limite delle sue possibilità; i suoni, tra i quali si salvano solo le parti di chitarra solista, rimandano al non esaltante periodo di “The Power And The Myth” (“Oceans Divide”).

In generale il pacchetto di canzoni ci sembra mediocre rispetto ad altri album degli House Of Lords forse anche per il fatto che Jimi Bell e James Christian immettono sul mercato prodotti discografici con una frequenza d’altri tempi (praticamente non si sono mai fermati da quando hanno preso le redini della band in concomitanza della pubblicazione di “World Upside Down”) e ciò a discapito di una qualità che non può essere sempre al top (“Hit The Wall”); d’altro lato abbiamo anche tracce piacevoli come la title track con una bella linea vocale ed un Bell incontenibile nella porzione centrale.

Questo alternarsi di tracce appena sufficienti e momenti ben concepiti relega “Saint Of The Lost Souls” tra gli album di seconda fascia degli House Of Lords che rimangono comunque tra i maggiori alfieri del melodic hard rock equamente suddiviso tra melodie ficcanti e robustezza metal.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2017

Tracklist: 01. Harlequin 02. Oceans Divide 03. Hit The Wall 04. Saint Of The Lost Souls 05. The Sun Will Never Set Again 06. New Day Breakin' 07. Reign Of Fire 08. Concussion 09. Art Of Letting Go 10. Grains Of Sand 11. The Other Option
Sito Web: http://www.jameschristianmusic.com/home.html

alberto.capettini

view all posts

Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login