Home Style Surgery – Recensioni: Trauma Gallery

Per chi non li conoscesse, gli Home Style Surgery vengono dalla Finlandia, hanno alle spalle una carriera decennale, svariate demo e un full intitolato “Pain Filled Noise”. Negli anni hanno saputo ritagliarsi uno spazio nella scena underground finlandese e ora, cinque anni più tardi, raggiungono il  secondo traguardo discografico con “Trauma Gallery”, sotto l’egida della nostrana Punishment 18.
Il risultato è notevolmente meno scontato e immediato di quanto il nome della band e la copertina lascino intendere. Si tratta ovviamente di un thrash metal dalle forti connotazioni ottantiane, influenzato tuttavia da sonorità progressive e talvolta più vicine all’hard rock. Rispetto al disco di debutto la band ha fatto enormi progressi sotto innumerevoli punti di vista: i brani sono più completi e meglio strutturati, le composizioni generali, così come il songwriting, si fanno più mature e ciascun membro ha affinato la tecnica, soprattutto per quanto concerne i riffing di chitarra e la voce di Joel Mantyranta, che sembra aver definitivamente preso coscienza delle proprie abilità al microfono, padroneggiando tanto le timbriche sporche quanto il pulito, ottenendo un risultato paragonabile al vocalist dei colleghi ellenici Chronosphere, dai quali riprendono anche, senza mai eccedere, alcune sonorità tipiche.
A migliorare il risultato generale contribuisce indiscutibilmente una produzione notevole, che riesce a discernere e valorizzare ciascuno strumento, con particolare riguardo verso i passaggi di chitarra più tecnici e i limpidissimi assoli.
Il brano d’apertura, non a caso intitolato “Explore The Dimensions”, sembra appunto voler mettere subito le carte in tavola, mostrando tutte le armi di cui la band dispone nel proprio arsenale. Così come la successiva “Atomosophobia”, i brani spaziano da passaggi adrenalinici, arpeggi puliti e ancora verso precisissimi sweep di chitarra, dimostrando di aver acquisito, oltre alle migliori capacità, anche un certo gusto. Dopo una macabra risata da strega parte “Sachiko Ever After”, brano tanto veloce quanto articolato, che consente di apprezzare a pieno l’abilità tanto di Joni Jarlstrom dietro le pelli quanto di Joonas Hiltunen alla sei corde. Oltre ai sopraccitati Chronosphere, risulta evidente come la band strizzi l’occhio anche a band come Annihilator o Coroner. Le successive “The Red Ripper Case” e “Beware The Lurkers” spingono momentaneamente sul freno della sperimentazione ma solo per spingere sull’acceleratore verso un thrash più veloce, aggressivo e comunque tecnico, simile a quello dei colleghi americani Havok.
Non fosse per i suoni non sufficientemente distorti e per l’assenza di growl, “Haunted Mindscape” potrebbe quasi essere un brano death metal; la batteria è tecnica e martellante, con un sapiente uso del blast beat a sua volta sostenuto da un riffing di chitarra violento e sregolato. Non mancano poi abilissimi stacchi e incroci di chitarre in quello che è forse il brano più particolare dell’intero album.
Mancano solo due brani prima che cali il sipario: “Verge Of Confrontation” condensa passaggi velocissimi, drumming incalzante, stacchi di basso, assoli fulminei e uno screaming stridulo stile Vektor in appena tre minuti, al contrario della title-track “Trauma Gallery” che si protrae per quasi dieci minuti, riassumendo tutto quanto fatto dalla band nei brani precedenti, con una particolare spinta in più verso la sperimentazione e le influenze progressive.
L’album scorre fluentemente, senza intoppi e soprattutto senza mai annoiare per tutti i suoi quarantacinque minuti, regalandoci un’ampia varietà di suoni e tecniche che ci esaltano, ci tengono costantemente sull’attenti e fanno degli Home Style Surgery una delle realtà attuali da tenere particolarmente d’occhio.

Voto recensore
7
Etichetta: Punishment 18 Records

Anno: 2018


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