Holyhell – Recensione: Holyhell

Circola da tempo il nome degli Holyhell tra gli addetti ai lavori, non tanto per l’attesa di questo disco d’esordio omonimo, ma per la collaborazione con il mitico Joey De Maio. Il mastermind dei Manowar ha prodotto il cd della band americana, che probabilmente prenderà il posto che fu dei Rhapsody Of Fire, come opening act dei concerti dei famosi defenders. E gli Holyhell propongono, come Turilli e soci, un metal sinfonico e pomposo, con la bella Maria Breon dietro al microfono, sulla scia dei soliti nomi, che ormai conosciamo a menadito. La frontgirl (assolutamente notevole dal punto di vista scenico e fisico, vero Joey?) risulta però l’anello debole del combo, con la sua voce rockeggiante, né potente né suadente, ben lontana dai gorgheggi lirici di Simone Simons e Tarja. Il resto della band se la cava comunque egregiamente, anche se gli arrangiamenti delle song sono piuttosto plastificati (soprattutto i cori finti delle keys) ed impallidiscono di fronte al film score metal di Rhaposdy, non troppo distanti comunque da Dark Moor e Celesty. L’opener “Wings Of Light” è una power metal song, melodica nel ritornello ed epica negli inserti di archi, mentre la seguente “Prophecy” si avvicina ai mid tempo gotici ed oscuri dei Kamelot di “Ghost Opera”. Ottimo il lavoro di chitarra solista di Joe Stump (già sulle scene da tempo), che esplode tutta la propria tecnica ed esperienza, svelando un gusto melodico ed un esecuzione davvero prorompenti. Tra una song power oriented (“Angel Of Darkness”) ed un’altra più commercialotta (“Resurrection”), scorre via “Holyhell”, un album imperfetto, per nulla originale, che potrà però piacere (anche parecchio) agli estimatori del genere.

Voto recensore
6
Etichetta: Magic Circle Music

Anno: 2009

Tracklist: 01. Wings Of Light
02. Prophecy
03. Revelations
04. Eclipse
05. The Fall
06. Angel Of Darkness
07. Holy Water
08. Mephisto
09. Gates Of Hell
10. Resurrection
11. Last Vision
12. Apocalypse
13. Armageddon

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