Header Unit

Holy Martyr – Recensione: Darkness Shall Prevail

Le sorprese che ci riservano le band sono spesso estremamente positive e colme di novità appassionanti o anche, al contrario, sintomo di decadenza o variazioni di stile poco accettabili.

Gli Holy Martyr, con il loro quarto album “Darkness Shall Prevail”, ci introducono ad una sorpresa che appartiene senza ombra di dubbio alla prima categoria citata. Dopo ben cinque anni dal precedente “Invincible” (mai avevano impiegato così tanto tempo a realizzare un album) la band di origine sarda abbandona il sound epic/heavy tirato e potente per abbracciare in pieno uno stile che, pur mantenendo la matrice riconoscibile della musica dei nostri potrebbe in parte lasciare attoniti; parliamo di un epic doom metal di pregevole e “rozza” fattura che farà felici tutti i fan dei gruppi storici del genere citato (da Candlemass fino agli italiani Doomsword). L’opera non è di semplice acquisizione e potrebbe destabilizzare dopo il primo ascolto chi è abituato agli altri lavori dei nostri; il nostro consiglio è di continuare ad ascoltare l’album più e più volte in quanto vi rivelerà novità e belle sorprese dopo ogni passaggio sul vostro stereo (o su qualsiasi altro mezzo utilizziate).

I primi pezzi del nuovo lavoro, composti come sempre dal leader e chitarrista Ivano Spiga, hanno iniziato a prender forma nel 2012 e quindi arrivano a noi dopo diverse riletture e aggiustamenti; anche per questo motivo probabilmente sono più profondi e necessitano più attenzione del solito.

A livello tematico “Darkness Shall Prevail” è un concept album che narra alcune delle più affascinanti vicende legate al mondo creato da Tolkien partendo dalla decadenza dell’isola di Numenor (seconda era) per arrivare alla storia di Arathorn, padre di Aragorn (uno dei protagonisti principali del “Signore degli anelli”). La scelta degli eventi raccontati, dall’ascesa dello stregone di Angmar a Khazad-Dum (più note come miniere di Moria) sono particolarmente accattivanti e fanno luce su alcuni episodi affascinanti che altre band note (vedi Blind Guardian tanto per citarne una) non avevano ancora affrontato.

I riff di chitarra, grezzi e potenti, sono sepre in primo piano e pongono sugli scudi, in ogni pezzo, la coppia Ivano Spiga/Paolo Roberto Simoni. Non da meno è il ruolo dello storico singer Alex Mereu che, con ottime prestazioni, esalta ogni singola canzone e funge da collante decisivo con la precedente storia compositiva del gruppo.

Il primo pezzo composto dai nostri è stato “Dol Guldur” ed è uno dei più epici e melodici, arricchito da un coro forse elementare ma decisamente riuscito.

Meravigliosamente eroiche, epiche e dirette sono le cavalcate “Numenor” e “Born Of Hope”

Fra i pezzi più doom citiamo la drammatica e pesante “Taur Nu Fuin” in cui Mereu sembra duettare con il batterista Stefano Lepidi, ma anche la malinconica “Witch-King Of Angmar” , song caratterizzata da un intermezzo acustico da brividi ed introdotta dallo straniante strumentale “Minas Morgul”.

Difficile dire quali siano i brani che rappresentano al meglio l’album ma di certo l’incedere Manowar-style di “The Dwarrowdelf” (anche qui cori pregnanti) pone quasta tracia fra le più significative insieme alla più movimentata “Heroic Deeds” (in cui riveste un ottimo ruolo anche il basso di Nicola Pirroni), brano veloce e compatto introdotto da una fase acustica e malinconica che rende ancor più esplosivo il seguito.

Nel complesso non possiamo far altro che consigliare vivamente “Darkness Shall Prevail”, un album che ci riconsegna una band in grado di stupire e farci ancora appassionare per l’epic metal.

Voto recensore
8
Etichetta: Dragonheart Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Shores Of Elenna 02. Numenor 03. Heroic Deeds 04. Dol Guldur 05. Darkness Descends 06. Taur Nu Fuin 07. Minas Morgul 08. Witch-King Of Angmar 09. The Dwarrowdelf 10. Born Of Hope
Sito Web: https://www.facebook.com/holymartyr

leonardo.cammi

view all posts

Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login