Holy Grail – Recensione: Times Of Pride And Peril

Interessante realtà quella che risponde al nome di Holy Grail, band californiana che propone un Power Metal di matrice statunitense, giunta con “Times Of Pride And Peril” alla terza prova sulla lunga distanza. Prima di addentrarci in un’attenta disanima dei singoli brani che compongono questa release, dobbiamo però riconoscere il giusto merito a questo combo americano che ha deciso di intraprendere un percorso di crescita e maturazione artistica degno di nota che rifugge dalla fossilizzazione e dalla stanca riproposizione di stilemi già noti.

Tocca a “Crystal King” aprire le danze e non poteva esserci canzone più adatta: brano veloce, potente e allo stesso tempo melodico, in cui James-Paul Luna fa la parte del leone, alternando un cantato scream nella strofa per passare ad un approccio più pulito nel ritornello. Non mancano le trame chitarristiche tessute da Alex Lee ed Eli Santana che si esaltano soprattutto in fase solista. Le ritmiche rallentando nel mid-tempo “Waste Them All Away”, brano dotato di un piglio più Hard Rock e una maggiore linearità nel suo incidere. “Sudden Death”, invece, è un brano più diretto e veloce, dalla sezione ritmica pulsante.

Ascoltando queste prime tre canzoni risulta evidente il cambio di rotta rispetto al precedente “Ride The Void”: le composizioni sono meno complesse e articolate, c’è una maggiore alternanza nei brani dotati ognuno di un mood differente, tutti accomunati, però, da un grande senso melodico e ritornelli accattivanti. “Descent Into The Maelstrom” e “Psychomachia” sono i brani legati maggiormente alla precedente uscita dalla band e caratterizzano la fase centrale del disco, sicuramente più interessante grazie anche alla presenza di brani come l’aggressiva “Apotheosis” o “No More Heroes”, che dal vivo non mancherà di infiammare il pubblico.

Non mancano alcuni passaggi a vuoto come “Those Who Will Remain” o “Pro Patria Mori”, banali e prive del giusto mordente, mentre tocca alla suite “Black Lotus”, incentrata sulle chitarre soliste di Lee e Santana, chiudere alla grande questa release. Negli oltre 40 minuti di Times Of Pride And Peril” si avverte forte la sensazione di trovarsi di fronte ad una buona prova nel suo complesso ma di sicuro interlocutoria rispetto a quello che sarà il cammino che gli Holy Grail decideranno di portare avanti. Vista la qualità messa in campo, c’è solo da stare tranquilli.

Holy Grail - Times Of Pride And Peril

Voto recensore
7
Etichetta: Prosthetic Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Crystal King 02. Waste Them All Away 03. Sudden Death 04. Those Who Will Remain 05. Descent Into The Maelstrom 06. Apotheosis 07. Psychomachia 08. No More Heroes 09. Pro Patria Mori 10. Black Lotus
Sito Web: http://www.holygrailofficial.com/

Pasquale Gennarelli

view all posts

"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login