Gianni Della Cioppa – Recensione: HM: Il Grande Libro Dell’Heavy Metal

Gianni Della Cioppa: basta il nome.
Chi segue l’hard & heavy in Italia avrà letto, almeno una volta, un suo articolo.

Notissimo giornalista di settore della scena musicale nostrana, collaboratore con varie riviste, discografico (Andromeda Relix) ma, soprattutto, apprezzato musicolo di fama nazionale, Della Cioppa da molti anni porta avanti con passione e cultura il suo sconfinato amore per la musica, tanto da coinvolgere attraverso i suoi articoli molti lettori, che ormai hanno imparato a conoscerlo confidando sul suo istinto.

Già autore di altri libri simili, “HM: Il Grande Libro Dell’Heavy Metal” ha il merito di raccogliere in un unico volume il meglio del nostro amato genere musicale, dagli albori fino ai giorni nostri. Vi sono riportati tutti i nomi più importanti, che in un modo o nell’altro hanno contribuito ad evolverne lo stile o i suoni, oppure per essere riusciti a divulgare il genere alle masse grazie a notevoli riscontri commerciali.

Per ogni artista è stata preparata una breve scheda biografia, precisa e puntigliosa, con i punti salienti messi in risalto, accompagnata dalle recensioni degli album più significativi, il tutto corredato da un’ottima impaginazione, con immagini e fotografie a colori. E’ davvero il grande libro dedicato all’heavy metal, frutto di un lavoro sapiente e certosino, da custodire e consultare per approfondire le proprie conoscenze.

Da avere come personale guida attraverso i meandri dell’hard & heavy, oppure da regalare per la gioia di chi lo riceverà.

Voto recensore
9
Etichetta: Giunti Editore

Anno: 2011


Sito Web: http://www.giunti.it/

6 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. luci di ferro

    che differenza c’è tra HM: Il Grande Libro Dell’Heavy Metal & metallus il libro dell’ heavy metal

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  2. caltiki

    sicuramente interessante x una lettura mi di primo acchito vedo mancare schede o dischi di gruppi tipo white lion e lizzy borden tank e molti altri

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  3. luci di ferro

    che differenza c’è tra HM: Il Grande Libro Dell’Heavy Metal & metallus il libro dell’ heavy metal?

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  4. phantomlord84

    Anche io vorrei sapere che differenza c’è tra questo e Metallus – il libro dell’heavy metal di luca signorelli e altri

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  5. Verino Travaglini

    anche io vorrei sapere he differenza c’è con Metallus – il libro dell’heavy metal di Luca Signorelli e altri

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  6. Stefano Giacometti

    Abbiamo interpellato Gianni Della Cioppa per alcuni chiarimentio in merito a “HM” e ci ha risposto quanto segue…
    Gianni

    “La differenza tra i due libri è totale, in quanto anche se la struttura è simile, (schede dei gruppi, biografia, recensione dei dischi più importanti e discografia con valutazioni), il nuovo “HM” è stato scritto totalmente da zero, da uno staff diverso (Lorenzo Becciani, Giovanni Loria, Andrea Valentini, Massimiliano Sebastiani, Francesco Vaccaro – thank you guys!! – , oltre al sottoscritto, che ha gestito, coordinato e corretto l’intera opera)
    e non riprende nemmeno una parola del precedente volume, da cui differisce anche nel titolo, proprio per evitare disguidi.
    Quindi non si tratta di un aggiornamento di “Metallus”, ma di un volume ex novo. In “HM”, oltre alle schede dei gruppi, ci sono una ventina di box che affrontano e spiegano i generi e sottogeneri dell’hard e del metal (AOR, guitar heroes, thrash, street, power etc.), citando gruppi noti e minori, musicisti significativi e zone geografiche importanti. Per rispondere a chi ha chiesto il perchè della mancanza o della presenza di un gruppo,
    posso solo dire che la selezione è stata sempre discussa dall’intero staff ed abbiamo messo davanti ai gusti personali, gli interessi della musica.
    E’ evidente che tutti gli appassionati troveranno delle mancanze (io stesso ho depennato alcune mie band amatissime), ma credo che chi DOVEVA esserci c’è. Inoltre abbiamo volutamente inserito (e azzardato) qualche band giovane, ma a nostro avviso importante, anche per dare una prospettiva futura al genere, altrimenti c’era il rischio di compiere solo un percorso nostalgico, mentre l’hard rock & l’heavy metal sono generi
    che avranno una vita ancora molto lunga. Per completezza d’informazione aggiungo che il grunge (Nirvana, Alice In Chains & company) e certo crossover (RHCP, Jane’s Addiction & company), pur amandoli, sono stati volutamente esclusi, perchè altrimenti i confini stilistici
    si sarebbero allargati all’infinito ed avremmo avuto bisogno di 1000 pagine. Comunque, salvo qualche rara eccezione, i feedback per “HM” sono estremamenti positivi sia dalla critica che dai lettori, quindi questo ci conforta e ci convince della qualità del nostro lavoro che, credetemi, è stato veramente impegnativo e fatto da tutto lo staff con una professionalità altissima, oltre che con una naturale passione.
    Aggiungo che per la mia introduzione, dove spiego la natura della musica metal e dei suoi ascoltatori (c’è anche una breve storia dell’hard e del metal), ho incassato i complimenti di Francesco Ronzon, un noto docente universitario, antropologo dell’arte e musicista d’avanguardia.
    E questo può dare un’idea di come sia stato affrontato “HM”, non certo per durare una stagione, ma per dare anche una prospettiva storica, critica e
    culturale alla musica metal, per cercare di elevarla a qualcosa di più che mero divertimento, ruolo invece in cui in troppi superficialmente la relegano.
    STAY METAL!!

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