Hjelvik – Recensione: Welcome to Hel

Si intitola “Welcome to Hel” il primo disco solista di Erlend Hjelvik, ex frontman e co-fondatore dei Kvelertak, uscito in questi giorno sotto l’egida di Nuclear Blast. Dopo gli esordi nel formazione Black Metal, i Djevel, il Nostro è riuscito ad affermarsi a livello mondiale con il suo precedente gruppo, fautore di un suono originalissimo che fondeva Metal estremo, Heavy e Black ‘n’ Roll.

Per il suo esordio in solitaria, il buon Erlend decide di tornare alle origini, proponendoci quello che lui stesso definisce come Viking Heavy Metal. Dando uno sguardo alla splendida copertina realizzata da Joe Petagno (già al lavoro con gruppi del calibro dei Led Zeppelin, i Motorhead e i Nazareth) e scorrendo velocemente la tracklist, le parole del musicista norvegese trovano un immediato riscontro: brani come “Father War” o “Thor’s Hammer”, o le atmosfere oscure e nordiche piene di rimandi alla tradizione norrena rievocate nell’artwork, rappresentando un ottimo bigliettino da visita.

Lasciando partire l’ascolto dell’opener, poi, la conferma giunge perentoria: un assalto all’arma bianca che non conosce soste se non quando il nemico è stato finalmente sconfitto. I primi pezzi sono solidi, splendidamente suonati e interpretati da una compagine che porta in musica la secolare tradizione dei popoli del Nord. Se avete avuto modo di vedere serie televisive come “Vikings“, sicuramente ritroverete le suggestioni delle battaglie e delle ambientazioni ricreate per il piccolo schermo da Michael Hirst.

Quando tutto sembra incanalarsi su binari canonici, ecco giungere la sorpresa che ci lascia spiazzati. A questo punto del full-lenght, dobbiamo registrare un improvviso quanto netto cambio di direzione con il successivo trittico composto da “The Power Ballad of Freyr”, “Glory of Hel” e “12th Spell”: in questo caso, il ritmo rallenta, diventa più cadenzato, e si apre verso sonorità Metal tanto care all’Heavy degli eighties. Il contrasto è evidente e non mancherà di creare uno smarrimento in cui era stato inizialmente travolto dalla furia degli Hjelvik; difficilmente, però, non vi lascerete conquistare dal groove e dal taglio anthemico di una sezione centrale rischiosa ma pur sempre coinvolgente e riuscita. 

Ironwood” ci conduce verso il gran finale di “Welcome to Hel”, con il cantato di Hjelvik scream e un outro Folk molto suggestivi. A questo punto, i brani diventano più articolati (“Kveldulv”), evocativi (come nel caso di “North Tsar”) e trovano nella conclusiva “Necromance” uno dei punti più alti dell’intero platter: quasi cinque minuti in cui far convergere le diverse anime del disco, in un brano dal taglio oscuro in cui i contrasti umorali creano effetti di forte impatto emotivo. La presenza dell’ospite speciale Mike Scalzi (Slough Feg) è un ulteriore elemento che rende il brano davvero ammaliante. 

Preso nella sua interezza, “Welcome to Hel” è un buon disco che mette in mostra le doti compositive ed esecutive di Hjelvik, impreziosito anche da una produzione che esalta le diverse componenti del sound della band. Aspettiamo fiduciosi e curiosi quelle che saranno le prossime mosse del gruppo. Per ora, godiamoci quaranta minuti di Viking Heavy Metal, declinati con grande gusto e ricercatezza.

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2020

Tracklist: 01. Father War 02. Thor’s Hammer 03. Helgrinda 04. The Power Ballad Of Freyr 05. Glory Of Hel 06. 12th Spell 07. Ironwood 08. Kveldulv 09. North Tsar 10. Necromance
Sito Web: https://hjelvikmetal.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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