Hexx – Recensione: Under The Spell / No Escape

Succosissima ristampa riguardante gli Hexx da parte della Metal Blade, una riedizione lussuosa per una di quelle uscite anni ottanta inspiegabilmente dimenticate a favore di dischi decisamente meno validi.

Per la precisione qui gli album trattati sono due, ed entrambi di altissimo livello. Sul primo cd viene infatti presentato, con tanto di bonus demo e live, l’eccellente “Under The Spell”, uscito in origine nel 1986 e gemma irrinunciabile per tutti gli amanti del power metal americano stile Vicious Rumors/Metal Church. Le coordinate sono infatti quelle, un metal potente e corposo, caratterizzato da ritmiche incalzanti che sfiorano l’aggressività del thrash, ma senza mai uscire dalla struttura più ordinata e armonica dell’american metal.

Perfettamente contestualizzate sono anche le ruvide vocals di Dan Bryant, singer che non raggiunge le vette espressive di un Carl Albert, ma che trasmette comunque la stessa sensazione di inarrestabile furia. Come da copione sono ben presenti anche tanti assoli e parecchi cambi di ritmica, altro trademark del genere.

Dieci canzoni e non un cedimento, con le due chitarre di Dan Watson (il leader della band) e Clint Bower in continuo fremito, assecondate da una ritmica solida e straordinariamente dinamica che giustifica a pieno la dicitura power metal. L’alternanza di brani più veloci, mid-tempo e up tempo rocciosi garantisce anche la sufficiente varietà di fondo, il tutto per un disco che non annoia nemmeno per un minuto e che sentito oggi fa pensare quanta qualità era possibile ascoltare in quegli anni se una band come gli Hexx poteva essere considerata di seconda fascia.

Il secondo disco invece riporta alla luce “No Escape”, lavoro anch’esso di qualità indiscutibile, ma prodotto da una band diversa come impostazione. Innanzitutto mancava una seconda chitarra, con il solo Watson a svisare su ogni brano con riff e assoli, ma soprattutto decisamente differente era l’impostazione vocale, affidata ad un cantante più classicamente metal come Dennis Manzo, che avvicinava la proposta del gruppo maggiormente a quel metal americano sempre potente e incalzante, ma più legato alla scuola inglese della NWOBHM e dei Judas Priest.

Non di meno ci troviamo ad ascoltare canzoni splendide come “Invader”, esempio di power-speed metal con i fiocchi, o la più melodica ed epica “Look To the Sky”, capace di evocare il meglio del metal Made in U.S.A di quegli anni. Ma anche qui ben poco c’è da scartare, e forse solo la non superba qualità dell’incisione e qualche ingenuità nella strutturazione di alcune song mettono questo album un gradino sotto ad “Under The Spell”. Una sequenza però da interpretare come puramente “tecnica”, visto che la diversità stilistica potrebbe benissimo far si che qualcuno preferisca questo primo episodio per la sua maggiore fedeltà al metal classico più canonico.

Sinceramente la tante bonus track non sono proprio un’aggiunta fondamentale. Anche se come documento storico restituiscono certamente al meglio l’atmosfera underground dell’epoca. Menzione a parte per le quattro tracce live registrate nel 2015, che in effetti sanno troppo di bootleg semi-ufficiale e ci raccontano di una band ancora volenterosa, ma senza quella rabbia che traspare dalle registrazioni più vecchie. E sarebbe forse inusuale il contrario.

Hex-UnderTheSpell-30th-anniversary-cover

Voto recensore
8,5
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2016

Tracklist: Disc 1 01.Hell riders 02.A time of war 03.Edge of death 04.The victim 05.Under the spell 06.Out of control 07.Suicide 08.The Hexx 09.Fever dream 10.Midnght sun 11.Edge of death (Live 1986) 12.Burn or boil 13.Swimming the witch 14.Instrumental 15.Suicide 16.Under the spell 17.Edge of death 18.The victim 19.The Hexx 20.Fever dream 21.The golden cross (aka midnight sun) 22.Out for control (Instrumental Version) Disc 2 01.Terror 02.Invader 03.The other side 04.Look to the sky 05.Beware the darkness 06.Night of pain 07.No escape 08.Live for the night 09.Fear no evil 10.Radio spot KRQR 11.No escape 12.The other side 13.Search for the king 14.Left for dead 15.Lost my way 16.Drop away 17.Crumble 18.Intro / The victim 19.Edge of death 20.Under the spell 21.Burn or boil Disc 3 Headbangers Open Air 2015 01.Intro / The Victim 02.Edge of death 03.Under the spell 04.Terror 05.Invader 06.Night of pain 07.Hell riders 08.No escape 09.A time of war 10.Suicide 11.Fever dream 12.Out for control Keep It True Festival 2014 13.Terror 14.Invader 15.The victim 16.No escape 17.Edge of death 18.Look to the sky 19.Night of pain 20.Beware the darkness 21.The other side 22.Out for control Omni Oakland 23.Edge of death 24.Out for control 25.A time of war incomplete 26.Under the spell 27.The Hexx 28.Twice as bright, half as long Live at American Victorian Museum 29.Hell riders 30.A time of war 31.Terror 32.Edge of death 33.Fever dream 34.Drum solo 35.The Hexx Live at the Stone in San Francisco 37.Racial slaughter 38.Mirror of the past 39.War machine (aka fields of death) 40.Edge of death 41.The last step 42.Twice as bright Chatterbox in San Francisco 43.Racial slaughter 44.Mirror of the past 45.Fields of death 46.Watery graves 47.Spider jam (Instrumental) 48.Blood hunter Live at Omni Oakland 49.Racial slaughter 50.Edge of Death 51.Sardonicus 52.Morbid reality 53.Twice as bright 54.Under the spell 55.Mirror of the past 56.Watery graves 57.Edge of death 58.Sardonicus 59.Spider jam (Instrumental) 60.Blood hunter 61.Morbid reality
Sito Web: https://www.facebook.com/pages/HEXX-Bay-Area-Metal/1455091518037486

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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