Herman Frank – Recensione: The Devil Rides Out

Herman Frank è uno di quei musicisti che non può mancare nella lista dei grandi del metal tedesco. Solo i nomi di Accept e Victory bastano a renderlo un’icona del genere, ma anche questa band che porta il suo nome gode di una certa popolarità, soprattutto all’interno dei confini germanici e presso i fan del classic metal teutonico. La presenza in line-up di professionisti affermati come Rick Altzi o Andrè Hilgers è altro elemento di sicurezza totale, ed in effetti “The Devil Rides Out” è definibile come un disco che di certezze si nutre.

Non solo per quanto riguarda la solidità della formazione, ma anche nelle scelte di suono e nella tipologia delle composizioni. A partire dall’iniziale “Running Back” e dalla successiva “Shout” possiamo infatti assistere ad una vera e propria parata di stilemi classic-power metal, senza troppe concessioni a melodie easy, ma basato sull’impasto potente che vede appunto in cima alla lista formazioni come gli attuali Accept o i Primal Fear (con una immancabile punta di Scorpions vitaminizzati in certi frangenti).

Come avrete capito la qualità formale è del tutto inappuntabile, così come lo sono le scelte in fase solista o gli arrangiamenti. Qualche appunto invece ci sentiamo di muoverlo alle intenzioni. Se infatti non c’è dubbio che un disco in più da ascoltare sarà manna per i fanatici del genere, rimane l’incognita sull’effettiva valenza artistica di canzoni che non cercano neanche la più piccola via di rivisitazione della materia, accodandosi in modo totalmente standardizzato a quanto già fatto in modo altrettanto valido altrove.

Di certo non manca l’energia, e questo in fondo è il punto centrale di un lavoro classic metal, ma canzoni come “Can’t Take It”,“Run Boy Run” o “Run For Cover”, ci pare di averle ascoltate altre decine di volte più o meno identiche (creando quello che possiamo chiamare effetto Axel Rudi Pell). Il fatto è che i migliori fanno comunque la stessa cosa, ma riescono in qualche modo a caratterizzare le loro uscite con una personalità che qui invece ci sembra latitare.

Va però precisato che ogni possibile critica al disco comincia e finisce con questa considerazione, visto che l’aspetto concreto è praticamente perfetto. Splendida, cristallina e potente è ad esempio la produzione, a cui hanno messo mano i membri della stessa band e il bravo Charlie Bauerfeind. Ma è da rimarcare anche la ottima prestazione della band, con un Rick Altzi sugli scudi, sia nei momenti più ruvidi che nelle parti più melodiche (poche), senza tralasciare la bella mano dello stesso Herman Frank nelle parti soliste. Insomma, se non siete stanchi di certe sonorità “The Devil Rides Out” è senza dubbio un disco che fa per voi, ma allo stesso tempo chi deciderà di passare oltre ha tutta la nostra comprensione.

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Voto recensore
7
Etichetta: AFM Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Running Back 02. Shout 03. Can’t Take It 04. No Tears In Heaven 05. Ballhog Zone 06. Run Boy Run 07. Thunder Of Madness 08. License To Kill 09. Stone Cold 10. Dead Or Alive 11. Run For Cover 12. I Want It All
Sito Web: http://www.hermanfrank.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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