Nickelback – Recensione: Here And Now

Piaccia o meno alla critica colta, tutto ciò che esce dalla penna di Chad Kroeger diventa un successo mostruoso.

Da quando, ormai 10 anni fa, “How You Remind Me” ha portato il quartetto canadese in cima alle chart di tutto il mondo, i Nickelback sono diventati uno degli act più importanti di questo secolo con dati di vendita (circa 50 milioni di copie) che sembrano appartenere più all’epoca d’oro della discografia piuttosto che a quella del download digitale alla quale di fatto appartengono. Certo parliamo di musica destinata alle masse, ma è fuor di dubbio la loro abilità nel comporre sia classici rock-anthem che lentoni strappa mutande trainati da melodie vincenti e riconoscibili, riuscendo a proporci così un arena-rock vecchio stampo, ma confezionato ad arte per il ventunesimo secolo.

“Here And Now” è il loro settimo sigillo, il più duro, il meno immediato, ma quello che, crescendo ascolto dopo ascolto, si rivela, almeno per il sottoscritto, il loro miglior lavoro. Dopo il fin troppo edulcorato (dalla cura Mutt Lange) “Dark Horse”, la band attacca i distorsori alle chitarre e mostra finalmente i muscoli. “This Means War” fa da apripista e subito ci travolge un’inaspettata scarica ai limiti del metal con Kroeger che durante il ritornello urlato ricorda il miglior James Hetfield. Si prosegue con il pedale sull’accelleratore con l’inno alcoolico “Bottoms Up” passando per il poderoso boogie di “Midnight Queen” e il groove contagioso di “Gotta Get Me Some” e “Kiss It Goodbye”. Certo la Roadrunner sarà felice di avere i soliti tre o quattro singoloni formato ballad da imporre nelle classifiche e nelle playlist delle radio. Ecco così serviti (oltre al già noto singolo “When We Stand Together”) la splendida “Trying Not To Love You” che li porta a flirtare con l’AOR e la romantica ed evocativa “Lullaby”. Chiude il tutto la melodia leggera ed ariosa di “Don’t Ever Let It End”, punto di raccordo con le sonorità più patinate dell’album precedente.

Finiamola dunque di definirli post-grunge, la band non ha mai avuto nulla a che fare con i lamenti sonori di Nirvana, Alice In Chains e triste compagnia. Questo è  hard-rock commerciale del nuovo millennio, quello che, pur con le dovute differenze stilistiche e qualitative, portava a fine anni ‘80 Bon Jovi e Def Leppard ai vertici del genere. Quindi poche storie infilate “Here And Now” nel lettore, alzate il volume e godetevi 40 minuti di musica, certamente commerciale, ma decisamente efficace.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Roadrunner Records

Anno: 2011

Tracklist:

01. This Means War
02. Bottoms Up
03. When We Stand Together
04. Midnight Queen
05. Gotta Get Me Some
06. Lullaby
07. Kiss It Goodbye
08. Trying Not To Love You
09. Holding On To Heaven
10. Everything I Wanna Do
11. Don't Ever Let It End


Sito Web: http://nickelback.com/

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Monica Pagliaro

    cioè ma tu sei un genio o cosa???
    fantastica la tua recensione!!!
    ed è tutto verooooo!
    peace

    PS..e i critici (ma non solo) dovrebbero capire che la musica non commerciale non esiste! o almeno non esiste più nello stesso momento in cui si viene a conoscenza di una band proveniente da mezzo mondo di distanza!
    mia umile opinione

    Reply
  2. Giulio B

    i Nickelback sono dei grandi del rock moderno; Ce poco da aggiungere! Questo Here and Now arriva diretto ed impetuoso; bello, seppure io rimango estasiato piu dai due precedenti lavori (Dark Horse e All the right Reason). Splendida Lullaby ed il primo singolo When We Stand Together.
    voto 7,5

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