Ephel Duath – Recensione: Hemmed By Light, Shaped By Darkness

A quasi cinque anni dal loro ultimo album e dopo l’uscita nel 2012 dell’Ep “On Death And Cosmos”, tornano con un nuovo full length gli Ephel Duath, band camaleontica del nostro connazionale Davide Tiso, ormai trasferitosi in pianta stabile negli States.

Con il già citato Ep il combo italo-americano aveva offerto al pubblico un assaggio di quello che sarebbe stato il nuovo corso della band, con l’integrazione definitiva di Karyn Crisis dietro al microfono, una scelta assolutamente non scontata, dal momento che la voce graffiante e roca della singer in questione non è di facile assimilazione. Ascoltando per bene “Hemmed By Light, Shaped By Darkness” è evidente invece che il cantato risulta essere il valore aggiunto per una band che già da par suo è sempre stata allergica ad etichette e conformismi di sorta.

Come accaduto per le altre release, anche in questo caso l’ascoltatore prima di immergersi nel cosmo degli Ephel Duath deve spogliarsi di qualsiasi preconcetto nei confronti di un combo poliedrico e progressivo, mettere da parte l’idea diffusa della forma canzone e non attendersi discorsi lineari e prestabiliti: sin dalle prime note di “Feathers Under My Skin” emerge prepotentemente il flavour jazz del chitarrista Davide Tiso, il quale si lancia in fraseggi dissonanti, cacofonici, duettando con la batteria di Marco Minemann, mai invadente e sempre preciso, fantasioso nelle ritmiche tutt’altro che prevedibili. La successiva “Tracing The Path Of Blood” dipinge atmosfere cupe e misteriose, un viaggio introspettivo accompagnato da un accenno melodico che riporta vagamente verso sentieri già battuti, ripescando passaggi più lineari e movimentati.

Sulla stessa lunghezza d’onda prendono forma le successive tracce, tranne la strumentale e melodica “Hemmed By Light”, unica dalla durata che non raggiunge i due minuti, in cui le melodie create dalla chitarra si intrecciano tra loro per creare un vortice di emozioni in un crescendo ipnotico e sinistro che culmina con la conclusiva “Shaped By Darkness”, la quale riporta l’ascoltatore sui percorsi tracciati per tutta la durata dell’album.

Come lecito attendersi da una band che da sempre rifugge da facili catalogazioni, “Hemmed By Light, Shaped By Darknees” è un prodotto molto atmosferico e di difficile elaborazione, un’opera sui generis che va ascoltata con la giusta apertura mentale, mettendo da parte sterili pregiudizi.

Voto recensore
8
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2013

Tracklist:

1. Feathers Under My Skin

2. Tracing The Path of Blood

3. When Mind Escapes Flesh

4. Within This Soil

5. Those Gates to Nothing

6. Through Flames I Shield

7. Hemmed By Light

8. Shaped By Darkness


Sito Web: https://www.facebook.com/EphelDuathOfficial

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