Hemelbestormer – Recensione: Aether

“Aether” è l’opera prima degli Hemelbestormer,  un progetto interessante che riunisce quattro musicisti attivi nell’underground estremo del Belgio, ovvero Jo Driesmans (chitarra), Filip Dupont (synth), Kevin Hensels (basso) e Frederik Cosemans (batteria).

Il four-piece dà vita a un platter composto da quattro suites di lunga durata (in media oltre quindici minuti per ciascun brano) in cui la band propone una visione personale al concetto di sludge, basandosi esclusivamente sul dialogo fra gli strumenti (brevi e con poco peso le sfumature lasciate alla voce).

Fin dall’opener “After Us The Flood” notiamo come il gruppo opti per suoni ipnotici, diluiti e ricorsivi dove l’asse chitarre/synth svolge la maggior parte del lavoro, seguita da una sezione ritmica molto solida, anche se non particolarmente varia e trascinante. Sta forse qui il difetto imputabile all’album, ovvero una certa ripetitività dei passaggi più vicini allo sludge, per quanto lo stesso assuma spesso delle vesti melodiche e atmosferiche che ne smussano la durezza.

Un’altra caratteristica degli Hemelbestormer sta nell’inserire in maniera che appare ancora casuale, delle inversioni di rotta all’interno di un brano stesso, adottando soluzioni che si lasciano sedurre da un post-rock ricercato e siderale che ricorda alcune cose dei Wolves In The Throne Room, come dimostra l’ariosa “Starless”, un brano ricco di sonorità trasversali che talvolta flirtano anche con uno space rock d’antan.

Ribadiamo come una maggiore varietà della sezione ritmica (e anche un ricorso più copioso alla voce, perché no?) avrebbe giovato al lavoro, ma agli ancora un poco acerbi Hemelbestormer riconosciamo dei tratti particolari che potranno portare l’ensemble a gratificazioni ben maggiori.

HEMELBESTORMER - Aether

Voto recensore
6,5
Etichetta: Debemur Morti Productions

Anno: 2016

Tracklist: 01. After Us The Flood 02. Starless 03. The Purging 04. On Desolate Plains
Sito Web: https://www.facebook.com/Hemelbestormer/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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