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Helloween – Recensione: The Dark Ride

Il nuovo millennio degli Helloween si apre con “The Dark Ride”, parte integrante dell’era Deris che ha così tanto diviso i fan delle zucche di Amburgo.
Inutile negarlo, una delle caratteristiche più evidenti e amate della band tedesca, insostituibile punto di riferimento del power metal di stampo teutonico, è quella punta di tamarranza che ci fa amare gli esponenti più ben vestiti di tutto il panorama metal.

Ma passando all’aspetto che maggiormente ci interessa, quello musicale, “The Dark Ride” si apre con “Beyond The Portal”, breve intro che conduce dritta dritta ad uno dei brani più divertenti della storia degli Helloween, quella Mr. Torture che non può fare a meno di far sorridere per la riuscitissima ricerca della rima a tutti i costi nel verso Mr. Torture sells pain/ to the housewives in Spain. Brano scritto per essere un singolo, eseguito ed urlato dal vivo, con buona pace dei sostenitori di raffinatezze stilistiche e liriche poetiche.
“All Over The Nation” riporta il disco sul sentiero del power metal più classico, con l’epica doppia cassa che spadroneggia in tutto il brano ed Andi Deris che fornisce una validissima prova vocale.
I toni si fanno più oscuri con le successive “Escalation 666” e “Mirror Mirror”, che rappresentano un’ottima introduzione a quello che è poi diventato uno dei pezzi simbolo degli Helloween, quasi immancabile in ogni show dal vivo della band.
Un’intro di piano porta l’ascoltatore nel mondo di “If I Could Fly”, un viaggio alla scoperta del mondo interiore del protagonista del brano, un uomo che lotta per trovare se stesso. E forse non ha mai vissuto davvero chi non ha avuto il piacere di cantare a squarciagola “If I could fly/ like a king of the sky”.
“Salvation” continua a cavalcare l’onda dei riff potenti e della doppia cassa martellante, mentre “The Departed” e “I Live For Your Pain” ricreano l’atmosfera cupa di alcuni brani precedenti, con questo seconda traccia che sembra una diretta continuazione dell’opera di quel Mr. Torure che aveva aperto l’album.
Con “We Damn The Night” siamo sull’orecchiabile andante, ancora all’insegna di ritornelli da imparare a memoria sullo sfondo di un heavy metal galoppante.
Ed ecco che, in conclusione, gli Helloween posizionano la loro immancabile ballad, quel brano epico che smorza i toni e che prende qui la forma di “Immortal”, un’altra convincente ed emozionale prova del buon Deris dietro al microfono.
“The Dark Ride”, title track del disco, si colloca in fondo al platter, chiudendo con i suoi 8 minuti una cavalcata non a caso oscura nel mondo del power metal più sfacciato, ma mai incline ad aperture sinfoniche troppo melodiche o magniloquenti.

C’è, in questa fase degli Helloween, quell’equilibrio scanzonato tra cliché del genere e voglia di esagerare volutamente, che li allontana in parte dai loro primi lavori e li avvicina ad una qualità differente, sicuramente più catchy ma non per questo meno vincente.
“The dark Ride” non è il capolavoro della vita, di certo non per la combo tedesca, ma rimane una prova che vale la pena di (ri)scoprire.

Voto recensore
-
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2000

Tracklist: Tracklist - 01. Beyond the Portal 02. Mr. Torture 03. All Over the Nations 04. Escalation 666 05. Mirror Mirror 06. If I Could Fly 07. Salvation 08. The Departed (Sun Is Going Down) 09. I Live for Your Pain 10. We Damn the Night 11. Immortal 12. The Dark Ride
Sito Web: http://www.helloween.org/home.html

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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