Hellions – Recensione: Opera Oblivia

Devo  essere onesto, aspettavo gli Hellions ed il loro nuovo “Opera Oblivia” con curiosità. Ascoltati quasi per caso durante le ricerca di “qualcosa di nuovo”, mi sono imbattuto in questi ragazzi australiani dai suoni bizzarri e mai banali. Alternative Rock, spruzzate di “opera rock” ed alternative metal un po’ dappertutto e tanta attenzione alla costruzione di canzoni d’impatto nonostante la complessità della trama.

Per certi versi debitori di un approccio strumentale “nord-europeo” (Mi vengono in mente gli Agent Fresco come punto di riferimento, ma senza quell’abbondanza di orchestrazioni proprie degli islandesi), gli Hellions riescono però a dare una lettura piuttosto personale ad una materia piuttosto complessa miscelando anche scorie di provenienza armena ed americana (System Of A Down , ovviamente e per chi se li ricorda anche qualcosa sullo stile dei the pAper chAse). Si parte subito molto bene con la corale “24” e con la successiva – e battagliera – “Quality Of Life” (anche video).

Bello e davvero convincente il singolo “Thresher”, che mostra tutte le sfaccettature di una band. Davvero non male l’incalzante “Bad Way”, che danza in bilico tra le chitarre taglienti  ed un cantato spiritato. Ma quello che piace davvero di questa manica di “pazzi” è la naturalezza: il cambio d’umore musicale immediato senza perdere naturalezza e compattezza. Chiusura con il “botto” con “25”, che chiude il cerchio partito da “24”: potenza, melodia ed una tavolozza di colori gettata in faccia all’ascoltatore.

Un disco sorprendente, brillante e mai banale. Consigliato ai coraggiosi che leggeranno queste righe.

hellions

Voto recensore
7,5
Etichetta: UNFD

Anno: 2016

Tracklist: 1. 24 2. Quality Of Life 3. Thresher 4. Lotus Eater 5. He Without Sin i) Halation 6. He Without Sin ii) Heels of the Hands 7. Bad Way 8. Nightliner Rhaposdy 9. Nuestra Culpa 10. 25
Sito Web: https://www.facebook.com/hellionsaus/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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