helion prime – Recensione: Terror Of The Cybernetic Space Monster

La band di Sacramento torna sulla scena con il nuovissimo “Terror Of The Cybernetic Space Monster” a due anni dal debutto “Helion Prime” e dimostra di aver colto il meglio dell’esordio (forse ancora un po’ acerbo) ed aver migliorato tutti gli aspetti della propria proposta.

La prima ed importante novità è il cambiamento del singer visto che passiamo dalla sig.ra Kayla Dixon (Witch Mountain) al sig. Sozos Michael che fin dale prime battute dimostra di essersi calato al 100% nella parte del cantore di saghe fantascientifiche dal gusto power condito da moltissima personalità e variazioni sul tema che lasciano colpiti.

Abbiamo anche un nuovo batterista, Alexander Bosson, che prende il posto di Justin Herzer, nonché un vero e proprio chitarrista solista nella persona di Chad Anderson, in quanto Jason Ashcraf (compositore principale e membro fondatore) si è sempre occupato soprattutto della ritmica e nel primo album diversi ospiti proponevano le parti soliste nelle varie canzoni. La line-up si chiude con l’altro membro originale Jeremy Steinhouse (bassista) che nell’ambito di un sound abbastanza complesso come quello degli Helion Prime riesce a ritagliarsi spesso la sua nicchia di visibilità (vedi la martellante “Atlas Obscura” in cui il basso risulta fonamentale) grazie anche all’ottimo sound ottenuto grazie alla masterizzazione e mixaggio agli LSD Studios da parte di Lasse Lammert (che ha già lavorato egregiamente con Alestorm e Gloryhammer).

L’eccellente album alterna pezzi più diretti e dal sapore epico come l’opener “A King Is Born”, dotata di parti vocali che esaltano la prova di Michael, a brani come la dinamica “Urth” che pone sugli scudi l’ottimo batterista Alexander Bosson, una vera macchina da guerra che potrebbe render vivace anche il pezzo più amorfo. Abbiamo poi ancora canzoni decisamente catchy come “Spectrum” di metal moderno (da cui è stato tratto un video-clip) a tracce complesse e maestose come la conclusiva title-track (in cui troviamo al microfono come ospite Brittney Hayes degli Unleash The Archers), che nei suoi 17 minuti e rotti mostra tutta la sapienza compositiva del gruppo statunitese

Chiudiamo ricordando che come elementi di continuità rispetto al debutto abbiamo ancora l’artwork fantascientifico di Marc Whisnant e la mascotte, “the mighty Saibot”, che al centro della scena ci ricorda non poco le copertine di tanti libri di fantascienza usciti negli scorsi decenni.

“Terror Of The Cybernetic Space Monster” è un interessante album a cui va stretta la collocazione nell’ambito power e che invece, grazie alla costruzione tutt’altro che prevedibile dei suoi pezzi, può colpire positivamente una più ampia platea di ascoltatori.

Voto recensore
7,5
Etichetta: AFM Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Failed Hypothesis 02. A King Is Born 03. Bury The Sun 04. Atlas Obscura 05. Urth 06. The Human Condition 07. Spectrum 08. Silent Skies 09. Terror Of The Cybernetic Space Monster
Sito Web: https://helionprimemetal.com/

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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