Helhorse – Recensione: Helhorse

C’è qualcosa di marcio, anzi di marcissimo, in Danimarca. Sono quei mattacchioni degli Helhorse e la loro frizzante, tostissima miscela tra southern metal, hardcore e tanto buon rock. Il nuovo album omonimo è tutto questo, una serie di canzoni sporche e grezze con dei testi sardonici e dissacranti che arrivano subito al dunque, invitando tutti a saltare come grilli.

Se la varietà non è dalla loro parte, dobbiamo riconoscere come i danesi riescano a costruire dei pezzi davvero efficaci, tra chitarre grasse e distorte, riverberi e melodie che finiscono con l’infilarsi pericolosamente in testa. La grinta di un polveroso sludge incontra i muscoli del punk hardcore, il tutto filtrato dalla lente dell’immediatezza di una certo modo di intendere il rock.

Tanto groove e buone idee fin dall’opener “Carry Your Own”, dove subito sale sugli scudi l’alternarsi tra un catarroso growl e una voce pulita comunque molto schietta e potente, mentre le chitarre “grasse” di Stephan Krabsen e Jakob Møgelvang assicurano un costante mood metalllico. La sezione ritmica, composta da Theis Thorgersen  al basso e Jesper Bergstedt alla batteria, avanza monolitica e impetuosa.

Il gruppo danese non cambia spesso intenzione, ma l’ascolto è davvero godibile e dinamico. Talvolta è la melodia vincente ad essere protagonista, come ci insegna il roboante singolo “Hell Of A Ride”, aperto da una linea di basso irresistibile, oppure canzoni di buon southern metal tagliente come “My Haven / Your Hell” e “No Fucks Given”. In altri momenti la band colpisce duro, i suoni si ispessiscono e rallentano in un fangoso sludge (“Among The Wolves”, “Raise The Black Flag”), ma i nostri non perdono mai di vista il momento ficcante che travolge e cattura l’ascoltatore.

Possiamo dunque perdonare agli Helhorse le poche variazioni sul tema, perché l’album omonimo è un sanguigno e sincero concentrato di energia.

Helhorse-helhorse-cover

Voto recensore
7
Etichetta: Spinefarm Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Carry Your Own 02. Among The Wolves 03. Fortune Favours The Bold 04. I 05. The Blood Boiler 06. Hell Of A Ride 07. II 08. Raise The Black Flag 09. III 10. My Haven / Your Hell 11. No Fucks Given
Sito Web: http://www.helhorse.dk/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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