Heavy Feather – Recensione: Mountain Of Sugar

Il 19 Aprile 2021 uscirà  “Mountain Of Sugar”, secondo album degli Heavy Feather  dopo il loro album di debutto “Débris & Rubble” pubblicato nel 2019 che gli ha permesso di guadagnare popolarità e di cimentarsi in un tour europeo. Stiamo parlando di una band di origine svedese che mette l’hard rock al centro delle proprie influenze musicali fin dal primo album, rafforzandole nel secondo e rendendole più crude e pesanti, ponendo in risalto l’incredibile voce blues della cantante Lisa Lystam e ispirandosi a band come Lynard Skynard e Cream, mantenendo una sfumatura psichedelica fin dalle origini.

Con “30 days” ci troviamo subito immersi in un ambiente fortemente blues. I cori donano quel pizzico di soul che riporta la nostra mente agli spettacoli polverosi e trasgressivi dell’America degli anni 70. Un inizio davvero molto interessante che continua sullo stesso filone stilistico nel successivo “Bright In My Mind”, dove ogni nota è al posto giusto e che porta con sè un groove trascinante. L’originale solo di chitarra slide mi ha subito ricordato le colonne sonore dei film ambientati nel lontano west. Passando per “Love Will Come Easy”, dove i cori in risposta alla main voice nel ritornello incrementano ancora di più la grinta all’interno del pezzo, arriviamo alla title track “Mountain Of Sugar” che in poco più di due minuti riesce a racchiudere l’essenza hard rock blues vintage dell’intero album, arricchita da un solo di armonica.

La favolosa chitarra slide ritorna in “Too Many Times”, con un accompagnamento azzeccatissimo e un riff che si ripete più volte creando una melodia davvero contagiosa e che fa tenere il ritmo rendendo il tutto davvero coinvolgente. Con “Let It Shine” possiamo immergerci in una situazione totalmente diversa dai brani precedenti che vira maggiormente sul psichedelico. Ho adorato il suono dell’arpeggio di chitarra, in cui possiamo chiaramente percepire la sensazione di tranquillità creata dall’uso abbondante dell’eco e del riverbero, che donano quella delicatezza sonora adatta a trasportarci in un viaggio quasi mistico che si conclude accompagnato dal delay sul finale. Con “Come We Can Go” rientriamo nel ruvido mondo rock blues dell’intero album, mentre troviamo per la prima volta una voce principale maschile in “Sometimes I Feel”, brano che mi ha ricordato tantissimo lo stile di Tom Petty. Passando per “Lovely Lovely Lovely”, che culmina in un assolo esplosivo di chitarra degno delle grandi band del passato, ci imbattiamo nella forza di “Rubble And Debris” il cui titolo rimanda proprio al primo album della band svedese. Il finale è affidato alla leggerezza di “’Asking In Need” dove è la voce melodiosa della cantante ad avere maggior risalto. Il brano è abbellito ancora una volta dalla maestria del chitarrista Matte Gustavsson che con un suono caldo e intenso dona un finale molto espressivo all’intero album, una scoperta davvero interessante nel mondo della musica rock blues dei giorni nostri che merita di essere ascoltata e riascoltata.

Etichetta: The Sign Records

Anno: 2021

Tracklist: 01.30 Days 02.Bright in My Mind 03.Love Will Come Easy 04.Mountain of Sugar 05.Too Many Times 06.Let It Shine 07.Come We Can Go 08.Sometimes I Feel 09.Lovely Lovely Lovely 10.Rubble and Debris 11.Asking in Need
Sito Web: https://heavyfeatherofficial.bandcamp.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login