Protest – Recensione: Have A Rest Please

‘Have a rest please’ è un invito che non corrisponde assolutamente a quelli che sono gli intenti dei Protest e di questo loro ultimo lavoro. Death e grindcore di vecchia scuola sono gli elementi alla base di queste sedici tracce, per un totale di poco più di mezz’ora di musica, di qualità sufficiente, per il classico disco senza infamia e senza lode. Se vogliamo trovare dei punti a favore dei Protest allora c’è sicuramente da segnalare una discreta capacità tecnica e una produzione più che buona (ma in un genere come questo è davvero un pregio?) che rendono i primi ascolti anche abbastanza piacevoli. Per quel che riguarda i punti negativi abbiamo un’originalità e una personalità che rasentano lo zero, che fanno di questo album un qualcosa di assolutamente riservato ai soli malati della violenza in musica, per gli altri il consiglio è quello di andare a cercarsi qualche economica ristampa. Il gruppo dimostra di avere comunque delle qualità che purtroppo restano ancora inutilizzate… vediamo cosa combineranno al prossimo giro, per ora la strada che conduce fuori dall’anonimato è ancora molto lunga. Una nota a parte la merita l’ultima e folle traccia ‘Ohi Ohi Ah Ka Ka’, fatta di percussioni, flauti e lamenti tribali. Peccato che il senso di tutto ciò ci sfugga completamente…

Voto recensore
5
Etichetta: Metal Age

Anno: 2003

Tracklist: 1. Dead Illusions
2. I Lay My Feet On The Grass
3. Information Collapse
4. Inapplicable Material
5. Amusing Advisor For The Unexperienced Explorers
6. Death Knows No Sundays
7. I Have 7 Flowers
8. S.O.S.
9. Component Which Doesn’t Fit To Any Machine
10. Sit Down, Please
11. Following The Path Of The Wise
12. I Ask Myself Why I Am Here
13. Endless
14. Do You Like To Die?
15. Lapaè Smrti
16. Ohi Ohi Ach Ka Ka

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