Haunted – Recensione: Dayburner

C’è  fermento (ma brulicare sarebbe probabilmente il termine più adatto, in questo caso) nella scena doom italiana, dopo la recente conferma dei Messa.  “Dayburner“, seconda prova dei catanesi Haunted (dopo il debutto omonimo del 2016 per Twin Earth Records e qualche brano sparso tra singoli e compilation), esala sin da subito un senso di abbandono e desolazione che avvolge l’ascoltatore e lo priva letteralmente del respiro. L’opening “Morning Sun”, ad esempio, si erge ieratico su un tappeto di chitarre ribassate, con la voce di Cristina Chimirri perfetta nel condurre il suo rituale di solitudine (“It’s pitch dark outside, and inside is empty; monsters disappear and leave me alone“), solitudine che nemmeno le increspature ritmiche e l’affascinante coda melodica di “Waterdawn” riescono a sanare. Altrove, come nella titletrack, un iniziale afflato grunge viene frustrato e lentamente ridotto a nenia da soffocanti spire doom, che cambiano pelle e mutano nello sludge minaccioso di “Orphic” (dove in certi passaggi pare di sentire il passo pachidermico dei Melvins).

Non tutto funziona a dovere,  su “Dayburner“, con la stessa “Orphic” che si trascina ben oltre il necessario, e quando alla cupezza manca il senso della misura purtroppo subentrano abitudine e noia. All’inverso, l’estesa parte strumentale di “Vespertine”, con i suoi tortuosi percorsi chitarristici e ritmici , è di gran lunga più convincente di quella vocale, statica e inefficace, tanto che il brano funzionerebbe perfettamente in chiave strumentale. Chiude il lavoro (escludendo due brevi strumentali, “Communnion” e “No Connection with Dust”, alla maniera del “Vol. 4” dei Black Sabbath, ) il passo funeral doom di “Lunar Grave”, e qui si cede senza fare resistenza al fascino di un acquarello notturno disegnato per stratificazione, riff dopo riff, che conduce mesto ad un malinconico inciso vocale.

Al netto di alcune prevedibili imperfezioni  (tra di esse, l’eccessiva lunghezza di alcuni singoli brani), gli Haunted firmano un album sorprendente, in grado di mescolare malsane atmosfere doom ed affascinanti melodie dark con mano sicura.

Voto recensore
7
Etichetta: Twin Earth Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Mourning Sun 02. Waterdawn 03. Dayburner 04. Communion 05. Orphic 06. Vespertine 07. No Connection with Dust 08. Lunar Grave
Sito Web: https://haunteditaly.bandcamp.com/album/dayburner

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