Hatebreed – Recensione: The Concrete Confessional

A tre anni di distanza dal precedente “The Divinity Of Purpose” tornano gli Hatebreed, la gang del Connecticut che con questo “The Concrete Confessional” giunge al settimo sigillo, questa volta su Nuclear Blast Records: tredici nuovi brani, tredici bandiere di intransigenza, violenza e suono vero, ideale punto d’incontro da sempre fra metal e hardcore.

La velocissima “A.D.” apre le danze, un massacro nel più classico stile della band che fra brevi riff al fulmicotone e un breakdown con riff metal fa capire subito agli sprovveduti che non li conoscomo cosa vuol dire avere a che fare con loro: i cori tipicamente hardcore segnano “Looking Down The Barrel Of Today”, che lascia lo spazio alla più sinistramente quieta “Seven Enemies” e alle graffianti chitarre della essenziale e tirata “In The Walls”. L’urgenza lirica, sempre ben attenta a denunciare ciò che di marcio si nasconde sotto la patina dorata dell’American Dream e a richiamare all’unità le anime hardcore che lottano nel fango (morale e materiale) di ogni giorno, è ben accompagnata dalla musica di Wayne Lozinak e Frank Novinec alle chitarre, Chris Beattie al basso e Matt Byrne alla batteria, fondamentale base sulla quale si erge la voce di Jamey Jasta, carismatica figura e cantante in grado di sapersi adattare al mood del brano seppur mantenendo la tensione di fondo ai massimi livelli (vedi “From Grace We’ve Fallen”, caratterizzata pure da un giro azzeccatissimo di chitarra).

Il basso spettrale all’inizio di “Something’s Off” evoca violenti demoni urbani e si accompagna ad un cantato più metal con una linea vocale che, nella coda di quello che sarà il brano più lungo di “The Concrete Confessional”, prende una deriva più melodica; altri cori spiccano in “Walking The Knife”, col suo riffage ritmicamente variato, e in “The Apex Within”, due delle composizioni che si ricordano maggiormente e che anticipano la valanga hardcore “Dissonance” appena prima della chiusura affidata a “Serve Your Masters”.

Ancora una volta gli Hatebreed centrano il bersaglio, mettendo d’accordo due mondi (metal e hardcore) in un equilibrio pressochè perfetto: il produttore Zeuss (Rob Zombie, Soulfly) e il mixaggio di Josh Wilbur (Megadeth, Lamb Of God) riescono a dare un’ulteriore manata di violenza al suono, se ce ne fosse bisogno. Da sempre sinonimo di coerenza e intransigenza, sempre in prima linea e sempre in grado di far scatenare le folle con il loro sound, anche questo “The Concrete Confessional” continua la tradizione, dove le liriche di denuncia incontrano le note rabbiose della strada e danno vita a un mix deflagrante.

Hatebreed - The Concrete Confessional

Voto recensore
8,5
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. A.D. 02. Looking Down The Barrel Of Today 03. Seven Enemies 04. In The Walls 05. From Grace We’ve Fallen 06. Us Against Us 07. Something’s Off 08. Remember When 09. Slaughtered In Their Dreams 10. The Apex Within 11. Walking The Knife 12. Dissonance 13. Serve Your Masters
Sito Web: http://www.hatebreed.com/

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