Hate – Recensione: Rugia

Se pensate che la Polonia sia solo Vader, Behemoth e Decapitated, vi sbagliate e di grosso. In pochi considerano o addirittura conoscono uno dei gruppi più longevi della nazione: gli Hate.

Con questo nuovo “Rugia” gli Hate dimostrano di non avere nulla da invidiare alle band sopracitate, anzi. Mai sotto i riflettori, mai una notizia di gossip, ma solo e sempre death metal a fare da padrone. Continue pubblicazioni costanti e sostanziose ci fanno ogni volta emozionare e godere allo stesso tempo.
Una qualità di produzione eccelsa, suoni equilibrati che si completano a vicenda, voce che dona quella rabbia necessaria a completare un quadro con delle pesantissime pennellate di blast-beat sono i tratti distintivi del sound del gruppo.

Difficilmente gli Hate compiono passi falsi e questa  nuova uscita è la dimostrazione tangibile e misurabile di quanto i polacchi ormai siano giustamente nel Valhalla del death metal.

Senza contare che in questo 2021 gli Hate festeggiano i loro 30 anni di carriera, contornata da album solamente di spessore e qualità, nonostante continui e ripetuti cambi di line-up decisi dal leader Adam. Infatti, rispetto all’anno scorso, troviamo Nar-Sil alla batteria e Tiermes al basso, senza contare che dal 2017 Domin duetta appunto con il frontman alla seconda chitarra.

Cose di poco conto, in resltà, che non rovinano assolutamente né il risultato né le virtù, ma che convincono sempre di più di album in album.

Probabilmente, se gli Hate si fossero impegnati maggiormente, anche di poco, sulla loro immagine, avrebbero riscosso la fama che meritano. Ma forse è meglio così, lasciamoli quasi a band di nicchia che ci regala lavori sempre coerenti.

Rugia” quindi è un concentrato di violenza sparata a mille ma mai stancante, elaborata il giusto per non annoiare e contornata da velocità folli che faranno solamente godere chi di tecnica e brutalità fanno le caratteristiche principali in ogni album.

Gli intermezzi formati da giochi di batteria sublimi, con continui accenti sui piatti, sono subito seguiti da chitarre pronte a tallonare ogni rintocco di doppia cassa. Fidatevi, è puro godimento estremo.

Il tutto risulta ancora più d’impatto per via del mastering veramente azzeccato e costruito su misura agli Hertz Studio, lo stesso di Behemoth e Decapitated.

Cosa altro posso dire? Che per fortuna ci sono ancora gli Hate.

Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Rugia 02. The Wolf Queen 03. Exiles of Pantheon 04. Saturnus 05. Awakening the Gods Within 06. Resurgence 07. Velesian Guard 08. Sun of Extinction 09. Sacred Dnieper
Sito Web: https://www.facebook.com/HATEOFFICIAL

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