Hatchet – Recensione: Fear Beyond Lunacy

Cosa potrà mai suonare una band Metal che viene dagli Stati Uniti d’America, più precisamente, dalla Bay Area? Ovviamente Thrash Metal! Gli Hatchet, insieme a Warbringer, Havok ed Essence sono gli artefici di questo revival che ha riportato in auge quel tipico sound che oltre trent’anni fa è stato forgiato e codificato dai padrini della musica estrema. Lungo gli oltre quaranta minuti di questo “Fear Beyond Lunacy”, infatti, riecheggiano tutti gli elementi che hanno contraddistinto la carriera di band quali Slayer, Exodus e Death Angel tra i tanti.

Esplosi sulla scena con un debut album, “Awaiting Hell”, violento e diretto i nostri nel tempo hanno saputo affinare le proprie doti in fase compositiva in grado di ampliare la loro proposta musicale e giungere a questa terza prova con un bagaglio di soluzioni più ampio ed originale. La prima parte del disco è il compendio di quanto detto finora: “Living in Extinction”, brano potente, veloce, aggressivo; “Lethal Justince” mette in mostra un attento e meticoloso lavoro alla chitarra di Clayton Cagle, con un riff circolare efficace ed un break centrale solista articolato; “In Fear We Trust” ha un incidere più lento, cadenzato ad esaltare la prova dietro al microfono di Julz Ramos.

“Killing Indulgence” è un mid-tempo granitico intriso di tutto il malato mood degli Slayer di “South Of Heaven”, mentre con “Dead and Gone” torniamo a viaggiare a velocità più sostenute in uno dei brani migliori all’intero album. “Tearing Into Hell” potrebbe essere uscita da una recording session di “Reign In Blood” con un’aggressività in fase esecutiva notevole. Tocca a “Prophet Of Delusion” aprire il trittico finale e, a questo punto, non possiamo non menzionare anche l’ottimo lavoro della sezione ritmica, con il batterista Ben Smith sugli scudi in un brano come “The World Beyond” dal sound terremotante. “Frozen Hell” ha un piglio più affine a sonorità N.W.O.B.H.M. e chiude un disco davvero buono sotto tutti gli aspetti.

Capaci di migliorare ad ogni uscita, gli Hatchet di oggi mantengono vivo un certo modo di suonare Metal e lo fanno con consapevolezza dei propri mezzi, con genuina devozione alla causa e credibilità. Non possiamo che essere grati a band come questa, in grado di tramandare alle nuove generazioni un approccio e uno stile che non muoiono mai.

Voto recensore
7
Etichetta: The End Records

Anno: 2015

Tracklist: 01. Where Time Cannot Exist 02. Living In Extinction 03. Lethal Justince 04. In Fear We Trust 05. Killing Indulgence 06. Dead And Gone 07. Tearing Into Hell 08. Prophet Of Delusion 09. The World Beyond 10. Frozen Hell
Sito Web: https://www.facebook.com/hatchetofficial/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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