1000 Degrees – Recensione: Has Already Past

Il rischio di quando si scrive una recensione, e di quando magari se ne hanno tante in coda, è quello di essere frettolosi, imprecisi e troppo fedeli ad alcune etichette. Quando ho avuto modo di ricevere “Has Already Past”, di leggere il genere e l’età dei componenti dei 1000 Degrees ammetto, anche con imbarazzo, che ho rischiato di incorrere nell’errore di giudicare una band prima ancora di averla sentita. Il primo pensiero è stato “ecco un’altra band che si lancia nell’ormai mondo saturo del melodic hardcore, ecco l’ennesima band di giovanissimi con tanta buona volontà e poca qualità”, mai in tanti anni mi sono dovuta ricredere così tanto!

“Has Already Past” è una ventata di aria fresca, un fulmine a ciel sereno, una boccata di ossigeno puro, un album che non ha nulla a che vedere con il melodic hardcore che tristemente si è diffuso negli ultimi tempi, un album che lascia con la bocca aperta, che fa salire la pelle d’oca e che fa venire di riascoltarlo immediatamente dopo l’ultima canzone. “Has Already Past” è decisamente un album carismatico, pieno di entusiasmo, di tecnicismo e di passione che sembra riportare alle origini di un genere più volte abusato. Con sonorità che ricordano Belvedere, Mute, This Is A Standoff, insomma le migliori band di genere. Questi quattro giovani liguri dimostrano che ci sanno fare, che hanno le idee chiare e che non è assolutamente vero che sul melodic hardcore è già stato scritto e detto tutto.

L’album si apre con “Orso Grigen”, vero e proprio tormentone che ha anticipato l’uscita del disco, che fin da subito ci porta in un mondo fatto di tapping, riff rubati al rock serio, cambi di tempo precisi e calcolati e una batteria suonata e pestata a dovere! Vero punto forte del brano, e dell’intero disco, è l’alternanza delle due voci che, in maniera fluida ed amalgamata, si muovono tra melodico e screamo. Qualche critico più illustre di me dice che per sfondare bisogna avere il pezzo giusto, quello che unisce orecchiabilità con qualità, ed “Orso Grigen” sembra rispondere a tutto ciò.

“Hoping For Better Times” apre gli occhi verso un tecnicismo preciso e studiato, ormai carente in moltissime band odierne, che però non rovina la riuscita e l’immediatezza del pezzo. “Orango Dance” è una strigliata perfetta per chi cade nel torpore, un vero e proprio schiaffo di carica, potenza e precisione. La batteria, molto simile a quella dei boss Simone Perini (This Is A Standoff, Actionmen) e Pinna (Hormonauts, Actionmen), è il vero punto di forza che, malgrado i repentini cambi di tempo, non perde un solo colpo e dimostra di non essere un semplice “metronomo da concerto”.
“My Ex-Girlfiend Is So Hot”, la traccia che in assoluto preferisco, mette in luce la giocosità e l’irriverenza di una band composta da giovani poco più che ventenni. Il testo, assolutamente contro ogni canone, è appoggiato da un’ottima base musicale che dà giusto risalto a cantato e parti di solo.
“No Brain, No Pain”, nella doppia versione hardcore e acustica, conclude quella che, nella maniera più gergale ed immediata possibile, si può tranquillamente definire una “pettinata musicale”.

“Has Already Past” è un album che ha tutto perfetto, anche le virgole, e che riporta alla luce un genere da molti ormai definito morto e sepolto. I 1000 Degrees, che consiglio caldamente di vedere live, dimostrano di essere una band con gli attributi e in grado di tener testa ai migliori gruppi, nazionali e non, del genere.

Tenendo conto che chi recensisce è una fan del classico heavy metal, e quindi poco incline al genere, direi che “Has Already Past” è un album assolutamente da avere e che fa onore alla nostra cara e vecchia nazione.

Voto recensore
9
Etichetta: IndieBox

Anno: 2011

Tracklist:

01. Orso Grigen
02. Hoping For Better Times
03. Beatbox
04. Orango Dance
05. Shelter
06. Jack El Mackson
07. Don't Waste Your Time
08. My Ex-Girlfriend Is So Hot
09. My Last Chance
10. No Brain, No Pain


Sito Web: https://www.facebook.com/1000degreesmusic

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Gianmarco

    Sono di Cairo Montenotte (SV) e conosco di vista i componenti della band. Han suonato al Machete Fest ad Osiglia (SV) e son stati bravi .

    Reply

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