Hardline – Recensioni: Life Live

Leggendo le vicende artistiche dei fratelli Johnny e Joey Gioeli (nati rispettivamente Giovanni Giuseppe Baptista e Giuseppe Giovanni Antonio Gioeli) ci si imbatte in Poison, Van Halen, Slaughter, Bad English… quasi a testimoniare la capacità di entrambi, una volta lasciata la Pennsylvania per cercare fortuna ad Hollywood, di respirare ininterrottamente rock intrecciando le proprie storie con quelle di chi negli Stati Uniti ha costruito la storia di questo genere. Tra scioglimenti e successive reunion, cambi di formazione che dal 1992 hanno visto alternarsi una ventina di musicisti, incontri fortuiti e vicende sentimentali, Johnny Gioeli ha posto le fondamenta di una band, gli Hardline, nella quale la componente statunitense si è ormai ridotta alla sola presenza del suo cantante: ad accompagnarlo oggi così come in occasione del Frontiers Rock Festival 2019 è infatti una formazione di energici e competenti musicisti italiani, un’opportunità che certamente deriva dalla posizione conquistata dall’etichetta di Napoli sulla scena hard rock mondiale.

L’intera scaletta, che include brani tratti dall’album di debutto Double Eclipse (1992) così come dalle uscite più recenti, beneficia del contesto live nel quale viene suonata: il pubblico è vivo e partecipe, i brani sono suonati con mordente costante e l’energia sprigionata può dirsi superiore a quella che traspare dalle stesse canzoni nelle loro versioni registrate in studio. Gioeli è non solo un professionista affidabile, ma anche un artista con la sensibilità necessaria ad emozionare con le parole e stabilire una sintonia profonda con il suo pubblico: per quanto scarsamente rivelatrici, le frasi pronunciate prima di “Page Of Your Life” suonano sentite e credibili, aggiungendo quella nota di calore umano che solamente il disco dal vivo possiede. Non mancano poi i racconti più personali, come quello che introduce alle malinconie splendidamente rarefatte di “In The Hands Of Time”: sembra quasi di vederlo, papà Gioeli da Palermo, mentre raccomanda saggiamente al figlio Giovanni di prenderla come viene, fare tutto con amore e aspettare senza fretta, perché le cose prima o poi arrivano, succedono, si aggiustano e poi passano. Tra chitarre pesanti e divertite (“Everything”, “Hot Cherie”), duetti emozionanti (“Take You Home”, cantata insieme ad Alessandro Del Vecchio) e momenti di maglia più larga che forse arrivano fin troppo presto a raffreddare gli animi (“Takin’ Me Down”), gli Hardline propongono con Life Live uno spettacolo da vedere – magari attraverso l’edizione in DVD – ancor prima che da ascoltare. Benchè infatti si avverta un bel dinamismo nell’esecuzione – i musicisti dialogano affiatati (“Life’s A Bitch” vede Dean Castronovo subentrare dietro le pelli), il pubblico canta (“Dr. Love”) e tutti sembrano passarsela alla grande – va detto che molto di tutto questo si riduce ad un’immagine solamente suggerita dai solchi digitali di questa nuova uscita.

Complice una registrazione decisamente piatta, tra le recenti uscite live di Frontiers che abbiamo avuto la possibilità di ascoltare questa sembra essere una di quelle più intente a documentare l’evento con lo scrupolo del reporter, piuttosto che a riproporne una verosimile e spumeggiante versione per le mura domestiche. Saluti dagli Hardline, insomma, ma il profumo di quei mari tra Italia e Stati Uniti non lo si può certo respirare annusando una cartolina. E così lo spettacolo appare un po’ distante ed il concerto incorniciato, con il disco che finisce con l’assomigliare più ad un quadro da appendere lassù in alto che non ad un supporto capace di regalare la magia di emozioni ripetute. L’ascolto si conclude con un filo di amaro in bocca, perché l’esecuzione è ottima, la scena molto più ariosa e tridimensionale di quanto questo disco così composto non voglia suggerire e la scelta dei brani abile a costruire una narrativa di note intime e brevi racconti: circostanze felici e meritevoli di una produzione che, uscita dopo uscita, sembra invece manifestare le prime stanchezze di un’impersonale serialità.

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Place To Call Home 02. Takin' Me Down 03. Dr. Love 04. Where Will We Go From Here 05. Page Of Your Life 06. Life's A Bitch 07. In The Hands Of Time 08. Take You Home 09. Everything 10. Hot Cherie 11. Fever Dreams 12. Rhythm From A Red Car

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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