American Dog – Recensione: Hard

Tornano con la loro selvaggia miscela di southern rock e rock’n’roll – condita dalla confortante sporcizia sleaze – gli American Dog. Dopo la vetrina dal vivo di ‘If You Want Bud’, ‘Hard’ giunge a riprova dell’efficace irriverenza della band, capace di unire testi scanzonati ad una furia musicale che fa della vitalità la propria bandiera.

L’album si apre con un’esplosione in pieno revival anni Settanta, affidata alla caotica strumentale ‘Bock’. Semplicemente geniale il chorus di ‘Sometimes You Eat The Pussy’, che riassume un po’ tutto l’atteggiamento profondamente rock’n’roll eppure quasi… “che ci vuoi fare?”… della band capitanata da Michael Hannon. Poi ribadito nella sgangherata ‘Rock’N’Roll Dog’ e nell’incendiario pezzo conclusivo, ‘Magnificent Bastard’. Un nome un programma, la definizione perfetta di cosa vogliono essere gli American Dog. Prendere o lasciare.

Eppure la band non è solo questo: si concede ripetutamente gustose divagazioni strumentali, come nel finale delirante di ‘Another Day In Paradise’; non mancano sorprendenti momenti riflessivi, quasi a voler sottolineare come la creatività sia lasciata a briglia sciolta, in barba agli schematismi e ai cliché che troppo spesso ingabbiano anche questeo genere di musica: è così che l’intermezzo acustico che introduce ‘Long Time Comin’ finisce per dare una freschezza che è fondamentale nell’equilibrio di ‘Hard’.

Ad onor del vero va detto che i cali di tensione ci sono, che l’album è decisamente imperfetto, ma nonostante ciò quell’inquietante impressione che lo stereo si stia muovendo è una sensazione decisamente positiva.

Voto recensore
7
Etichetta: Bad Reputation/Frontiers

Anno: 2007

Tracklist:

01. Bock

02. No Pity

03. Sometimes You Eat The Pussy

04. Another Day In Paradise

05. Hypnotized

06. Long Time Comin'

07. Beaten, Broken, Etc.

08. Rock-N-Roll Dog

09. Spell On Me

10. Little Short

11. Bloodsucker

12. Magnificent Bastard


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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