The Black Heart Rebellion – Recensione: Har Nevo

I belgi The Black Heart Rebellion fanno parte del collettivo multiculturale Church Of Ra, di cui gli Amenra (recentemente sugli scaffali con “Mass V”) sono la più nota emanazione in musica. A differenza del monolitico salmodiare oscuro, squisitamente drone/sludge, di questi ultimi, i Black Heart Rebellion propongono un impasto sonoro decisamente meno saturo e inquietante, ma non per questo semplice e ordinario, sotto il punto di vista della sperimentazione e della pura personalità.

“Har Nevo” (nome ebraico del rilievo montuoso giordano sul quale Mosè avrebbe avuto la visione della terra promessa) è il secondo album della band, e porta le già buone premesse espresse sul debutto “Monologue” (2009) a un livello superiore, grazie a un orientamento compositivo impressionante, per lucidità, estro e qualità diffusa.

Gli embrioni iconoclasti hardcore degli esordi (Neurosis e Isis docet) sono ora stemperati in un’avvolgente atmosfera folk, ricchissima di livelli ritmici, percussioni tribali, in un dinamismo squisitamente rock (l’indispensabile lezione dei Velvet Underground) applicato a un contesto dark (Swans, per fare un altro nome illustre).

Sin dall’opener “Avraham” risulta veramente facile e immediato immergersi nel mondo crepuscolare e silvano del gruppo, che si produce in un solido crescendo percussivo corale, respiri pesanti e un lavoro chitarristico (Maekelberg e Goethals) minimale ma incisivo. Il modus operandi dei Black Heart Rebellion più che descrivere dettagliatamente situazioni, stimola l’immaginazione dell’ascoltatore con misurate pennellate musicali, suggerimenti che lasciano ampio spazio alla dilatazione dei tempi e dei suoni.

Il feeling generale è sciamanico e ritualistico, come necessitano i testi introspettivi cantati da  Pieter Uyttenhove, efficace interprete nelle ottime “The Woods I Run From”, “Crawling Low And Eating Dust” e “Animalesque”. Altrove la band pone più enfasi sulle sezioni strumentali e atmosferiche (“Circe”, “Gold And Myrrh”), mantenendo comunque inalterato il loro spirito comunicativo e visuale, organico e per nulla astratto.

“Har Nevo” è quindi un disco decisamente convincente, nel suo mettere a proprio agio l’ascoltatore, anche nella nebbiosa foresta sconosciuta raffigurata in copertina, perfetta metafora del loro habitat naturale. The Black Heart Rebellion, un’altra interessantissima realtà del sottobosco metallico pe(n)sante.

Voto recensore
8
Etichetta: Consouling Sounds Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Avraham
02. The Woods I Run From
03. Circe
04. Animalesque
05. Crawling Low And Eating Dust
06. Ein Avdat
07. Gold And Myrrh
08. Into The Land Of Another


Sito Web: http://www.facebook.com/theblackheartrebellion

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