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Hanoi Rocks – Recensione: Bangkok Shocks, Saigon Shakes, Hanoi Rocks

Ruvido, sporco, diretto al punto da essere contagioso: questo è molto altro è l’album d’esordio degli Hanoi Rocks. Rivisitando il glam e precorrendo lo sleaze dei tempi che verranno – anticipando così di fatto gli amici Mötley Crüe come pure, per certi versi, i Guns’N’Roses ed epigoni vari – Michael Monroe, Andy McCoy, Nasty Suicide, Sam Yaffa e Gyp Casino firmano un lavoro seminale, ancora oggi riferimento e pietra di paragone per chi si ciba dei generi di cui sopra e derivati, scan rock su tutti.

Che ci si trovi di fronte ad una band semplicemente grandiosa e ad un’energia irrefrenabile lo si capisce fin dalle linee del basso di Yaffa che introducono in medias res, nell’opener “Tragedy”, dove si evidenzia da subito pure lo spiccato senso della melodia del combo finlandese. Con quel procedere irresistibilmente sgangherato che sarà trademark della band anche nei lavori successivi si susseguono piccole gemme, distillate in 36 minuti che racchiudono spregiudicatezza, ingenuità, passione, intensità, allegria: spiccano “Don’t Never Leave Me” – un Monroe che mostra tutte le sfumature di cui è capace in un cantato sempre in bilico e sempre efficace, ma pure l’inseguimento tra le chitarre di Nasty Suicide e Andy McCoy nella trascinante “Lost In The City”. Ancora, l’ipermelodica “Cheyenne” e la sfrenata “Walking With My Angel”, con quel tocco di sax ad impreziosire la ricetta. Sparse in dosi copiose, l’ironia scanzonata di chi sa non prendersi troppo sul serio e, per contrasto, quel senso di malinconia tipicamente nordico, in una miscela unica e ancora assolutamente gustosa, geniale fin dal titolo di un capolavoro senza tempo.

Voto recensore
n.d.
Etichetta: Johanna Records

Anno: 1981

Tracklist: 01. Tragedy 02. Village Girl 03. Stop Cryin' 04. Don't Never Leave Me 05. Lost in the City 06. First Timer 07. Cheyenne 08. 11th Street Kids 09. Walking With My Angel 10. Pretender

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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