Hank Von Hell – Recensione: Dead

A due anni di distanza dal precedente “Egomania” ritorna Hank Von Hell, colui che per molti è diventato una vera e propria icona nei Turbonegro. Il fatto di essere portatore sano di rock ‘n’ roll ce lo ha sempre reso simpatico anche se il primo lavoro solista aveva parecchie lacune: che sia adesso il momento buono per questo (ex-?)debosciato cantante.

La scrittura è cresciuta di parecchio, come stanno a dimostrare i primi due pezzi dopo la canonica intro, ovvero quello che dà il titolo all’album e la successiva “Danger Danger”, proponendo un ibrido rock ‘n’ roll, glam e carica punk che giova di eccellenti suoni. Con la doppietta composta da “Blackened Eyes” (chitarre epiche e clamorose con tanto di talk box nelle retrovie) e dalla stupefacente (ascoltare l’inizio per credere) “Disco” si vanno a scomodare suoni anni ’80 ed atmosfere oscure in piste da ballo equivoche, così come la parte più oscura rappresentata dall’alter ego del cantante esce fuori e prende il sopravvento. Due facce della stessa, sguaiata e luccicante medaglia.

La mano di Tom Dalgety si sente parecchio e non si può che applaudire il produttore di Ghost (fra gli altri, ma anche i Rammstein) per aver coadiuvato Hank nella stesura dei due brani appena citati ed in “Forever Animal” (altro pezzo da novanta). Ma le sorprese non finiscono qui perchè “Crown” vede la presenza di Guernica Mancini, cantante delle Thundermother e l’accoppiata con Hank dà ottimi frutti! “Dead” si rivela un disco vario, con momenti più particolari e ritmati quali “Radio Shadow” (Cone McCaslin e Dave Baksh dei Sum 41 ospiti) e la più veloce “Velvet Hell”, riuscendo ad inanellare fino alla fine potenziali hit come “Am I Wrong” e “13 In 1”.

Sembra che questa nuova produzione sia finalmente in grado di rendere giustizia al buon Hank Von Hell, in virtù di un connubbio rock e commerciale che, unito ai suoni ad hoc vanno a creare un lavoro godibilissimo, con forse come unica incognita la durata sulla lunga distanza. Per il momento però non c’è pericolo: si gode parecchio e si rimette da capo “Dead”, fregandosene altamente di ciò che sarà ma scatenandosi sulle note di queste riuscitissime canzoni.



Etichetta: Columbia / Sony Music Entertainment

Anno: 2020

Tracklist: 01. Ad Conteram Incantatores 02. Dead 03. Danger Danger! 04. Blackened Eyes 05. Disco 06. Crown 07. Radio Shadow 08. Video Et Taceo 09. Velvet Hell 10. Forever Animal 11. Am I Wrong 13. 13 In 1 14. Requiem For An Emperor
Sito Web: https://hankvonhell.com/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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