Sacred Steel – Recensione: Hammer Of Destruction

Dopo una pausa abbastanza prolungata per il loro standard compositivo la band di Gerrit Mutz fuga ogni dubbio circa un’eventuale fine prematura del combo sfornando un CD eccelso in nome dell’heavy metal più potente e sferragliante che attualmente sia in circolazione.

‘Hammer Of Destruction’ è un album che coniuga il metal più tradizionale a cui i Sacred Steel han sempre fatto riferimento a momenti di thrash metal ispirato a band degli anni ’80 come primi Anthrax, Exodus. Il power metal americano campeggia sempre fra le fonti di ispirazione più importanti del combo, che vede, nella formazione attuale, alcuni importanti cambiamenti. Invece completamente dimenticati sono i tentativi di linee vocali in growl sentite nelle due precedenti release.

Troviamo ancora alla voce il bravissimo Gerrit Mutz, carismatico frontman dotato di un timbro di voce graffiante, acido e potente. Alla batteria abbiamo l’altro membro storico del gruppo, Mathias Straub, mentre a una delle due chitarre è passato l’ex bassista Jens Sonnenberg. I nuovi entrati sono Jonas Khalil alla chitarra e Kai Schindelar al basso, che si sono subito amalgamati in modo perfetto al resto della band.

Il nuovo CD è un coacervo di luoghi comuni fra i più vetero-metal, eseguiti con ferocia e la giusta dose di cattiveria e senza nessun riferimento a melodie melense.

Si inizia con due pezzi potenti e classici, due cavalcate con grandi cori come ‘Hammer Of Destruction’ e ‘Where Dare To Tread’, per continuare con un brano di purissimo thrash metal come ‘Maniacs Of Speed’, che potrebbe essere stato scritto anche per un album del 1987 circa (età d’oro del thrash).

Lo spettro d’interesse dei Sacred Steel non manca di toccare anche il metallo più cupo e rallentato, colmo di epicità… ed ecco la lunga song intitolata ‘Black Church’, un concentrato di oscurità e pesantezza, ben condita da cori inediti per le release del gruppo.

Fra altri episodi tutti riusciti di metal possente ed epico segnaliamo ancora la thrashy ‘Plague Of Terror’, ispirata liricamente alla saga cinematografica degli zombie di G. Romero. Anche gli altri brani dei nostri sono legati ai luoghi comuni più noti del genere oltranzista del metal.

A celebrare l’amore sconfinato dei Sacred Steel per il metal troviamo poi la cover di ‘Generally Hostile’ degli Jag Panzer, eseguita egregiamente. Come se non bastasse, per identificarsi come icone votate al metal, i Sacred Steel hanno aggiunto in un’edizione limitatissima del nuovo album un CD di ben dieci pezzi che conta alcune cover e pezzi originali.

Uno di quest’ultimi , intitolato ‘Pounding Inferno’, a livello di testo, è una celebrazione ai gruppi più amati dalla band e le tre strofe della canzone sono formate da un elenco di nome di band storiche… impressionante. Considerando che il pezzo è poi una mazzata energica non possiamo che sottolineare come questa release non debba mancare a nessuno, soprattutto nella versione limitata, di cui sottolineiamo anche le ottime cover di ‘All For One’ dei Raven e di ‘Zombie Ritual’ dei Death, così come pezzi più che ottimi di produzione Sacred Steel come Children Of The Spirit’. Un vero peccato che questo CD aggiuntivo verrà recuperato solo da pochi eletti.

Voto recensore
8
Etichetta: Massacre

Anno: 2006

Tracklist: 01. Hammer Of Destruction
02. Where Demons Dare To Tread
03. Maniacs Of Speed
04. Blood And Thunder
05. Impaled By Metal
06. Descent Of A Lost Soul
07. Black Church
08. Generally Hostile
09. Plague Of Terror
10. Sword And Axes
11. Torch Of Sin

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login