Hamferð – Recensione: Tàmsins Likam

Gli Hamferð sono un six piece che proviene dal remoto arcipelago delle Isole Fær Øer, dedito a un doom/death metal atmosferico e dai tratti epici. Dopo la vittoria al Metal Battle di Wacken nel 2012 e grazie alle buone impressioni raccolte dal debut album “Evst” (2013), il gruppo ha ricevuto le attenzioni della Metal Blade, che pubblicherà “Tàmsins Likam”, la seconda prova sulla lunga distanza della band.

All’ascolto dell’album notiamo subito come il canale espressivo dei faroesi contempli quel sound malinconico tipico dell’ Europa settentrionale, ragionevolmente simile ad acts quali Officium Triste, My Dying Bride, Saturnus, primi Opeth, Ahab e Swallow The Sun, influenze ben assimilate dagli Hamferð, che pur ancora in fase di sviluppo di una personalità ben distinta, le elaborano al meglio.

“Tàmsins Likam”, propone sei brani in cui il six-piece bilancia molto bene un doom/death pachidermico ma comunque ricco di melodia ad ampie parentesi atmosferiche in cui si manifesta un sentito alone epico, grazie ai cori e alle tastiere solenni. Certo la band non può contare su di un grande fattore sorpresa e giocoforza, punta tutto sull’impatto emozionale, inanellando dei brani coinvolgenti e romantici nel senso letterario del termine.

Sale presto sugli scudi la voce di Jòn Aldarà, (che milita anche nei più noti Barren Earth), dotato di un timbro versatile che passa da un pulito lacrimevole e interpretativo a un growl cavernoso, che consente alla due anime del gruppo di alternarsi in modo molto fluido. Plumbea e molto più fisica, la successiva “Stygd” esalta il lavoro delle chitarre di John Egholm e Theodor Kapnas, che tessono riff potenti e ricorsivi. I cori profondi e cupi e le tastiere di Esmar Joensen creano un intenso corpus epico che accompagna tutto l’ascolto.

Il climax è raggiunto a nostro giudizio nell’athemica “Frosthvary”, un brano drammatico e con un maggior contributo delle parti di atmosfera dove la band lascia intuire velleità progressive à la Opeth che potrebbero rappresentare uno spunto evolutivo. Gli Hamferð sembrano comunque avere le idee chiare e “Tàmsins Likam” sarà certo apprezzato da chi segue questa facciata romantica e oscura del metal, oltre che dai fans dei gruppi sopraccitati.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Fylgisflog 02. Stygd 03. Tvístevndur Meldur 04. Frosthvarv 05. Hon Syndrast 06. Vápn í Anda
Sito Web: http://hamferd.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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