Solstice – Recensione: Halcyon

I doom metallers inglesi Solstice ristampano l’introvabile EP ‘Halcyon’ (1995), originariamente uscito per la – defunta – label italiana Godhead Records. Per l’occasione vengono anche aggiunte due bonus tracks – degli inediti risalenti alle session del debut album ‘Lamentations’ (1994) – e il tutto viene offerto con un nuovo mixaggio. Purtroppo, bisogna dire che il disco non soddisfa appieno le aspettative, come invece lasciava intendere l’opener ‘To Ride With Tyr’ – eccellente esempio di doom melodico. Dopo questo ottimo inizio, infatti, la qualità e la tensione calano parecchio, e la band, pur mostrando buoni spunti, non riesce più a rimettersi sugli stessi standard della prima traccia: ‘Grave Deep’ è un doom discreto ma un po’ scontato, mentre la titletrack (come già l’intro ‘The Ravenmaster’) è un insignificante riarrangiamento di un traditional folk. Il CD è inoltre penalizzato dall’incostante prova del cantante Simon Matravers, non sempre efficace – e intonato – a dovere con la sua esile timbrica. Non esaltano, infine, né la cover di ‘Gloves Of Metal’ dei Manowar (personale nell’esecuzione ma per nulla credibile nel cantato) né i due inediti, che fanno capire perché erano stati scartati da ‘Lamentations’. In ogni caso, un disco non totalmente disprezzabile.

Voto recensore
5
Etichetta: Invictus/Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: The Ravenmaster
To Ride With Tyr
Grave Deep
Halcyon
Gloves Of Metal
Only The Strong
Winter Moon Rapture

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