Halcyon Days – Recensione: Rain Soaked Pavements & Fresh Cut Grass

Indie Recordings licenzia “Rain Soaked Pavements & Fresh Cut Grass”, seconda fatica sulla lunga distanza degli Halcyon Days. Il five-piece di Oslo è dedito alla facciata più melodica dell’hardcore ed è già piuttosto noto in madrepatria grazie al successo radiofonico del debut album “ELEVATE” (2014).

Le intenzioni del gruppo ripercorrono fedelmente il sentiero tracciato da band di settore come Architects, Counterparts, Underoath, Comeback Kid, Bullet For My Valentine e via dicendo, senza la pretesa di inventare nulla ma con una sana passione e la capacità di comporre canzoni ruffiane e d’effetto.

Il nuovo album raggruppa infatti dieci brani snelli e di breve durata. L’urgenza espressiva della band si manifesta in pezzi dal ritornello ficcante giocati sulle gradevoli melodie tessute dalle chitarre di Ulrik Linstad e André Sørensen , la cui parte ritmica si prodiga spesso in piacevoli incursioni nello shoegaze, a dare un tocco post rock tutto sommato piacevole.

Lo screaming di Daniel Lorentsen è potente e ben comprensibile, spesso si accompagna alle clean vocals di Robbe Madsen a dimostrazione di come la band voglia suonare “pulita” e piacere nell’immediato senza impegnare troppo. Tutto chiaro già nell’opener “Fragments”, subito mnemonica e con quel feeling un poco malinconico che attraversa tutto il disco.

Non mancano alcune diversioni, come il gusto vagamente progressive di “Cerca Trova”, ma la maggior parte dei pezzi è lì per intrattenere. Lo dimostrano “July”, “Catcher”, il singolo “Keeper” e un brano sfacciatamente piacione come “Winter”. Innocui ma intriganti, gli Halcyon Days non deluderanno i propri fans.

Voto recensore
6
Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2018

Tracklist: 01. Fragments 02. Lights Out 03. July 04. Cerca Trova 05. Catcher 06. In Memoriam 07. Keeper 08. Monument 09. Winter 10. Friendship
Sito Web: https://www.facebook.com/halcyondaysftw/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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